Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Viaggiava nascosto nel vano motore di un'auto, scoperto profugo afghano al porto

Avrebbe pagato 6mila euro ad un'organizzazione criminale per riuscire ad entrare clandestinamente in Italia. Arrestati i conducenti della vettura, due cittadini bulgari

Seimila euro in contanti per entrare clandestinamente in Italia, a patto di viaggiare nascosto per  ore nel vano motore di un'auto. E' la storia incredibile di un cittadino afghano di 18 anni, fermato questa mattina dalla polizia di frontiera nel porto di Bari.

Il ragazzo era nascosto nel vano motore di una monovolume Nissan, sbarcata nel porto di Bari dalla motonave "Superfast1", proveniente dai porti ellenici di Patrasso e Igoumenitsa. Ad accorgersi della presenza del profugo sono stati gli agenti della della polizia di frontiera, che nel corso di un normale controllo hanno notato lo strano nervosismo del conducente del mezzo, unh cittadino bulgaro di 24 anni. Gli agenti hanno così deciso di ispezionare più a fondo il mezzo, e quando hanno sollevato il cofano della vettura, si sono trovati davanti l'incredibile scena: il giovane era rannicchiato in uno spazio minuscolo, con solo un cuscino e una coperta a separarlo dalle parti meccaniche incandescenti. Il giovane era in stato di semi-incoscienza, ed è stato immediatamente soccorso e rifocillatp. Quando si è ripreso, ha raccontato agli agenti di essere in quelle condizioni da circa 20 ore, e di aver versato seimila euro in contanti ad un'organizzazione criminale che gli aveva promesso di farlo entrare clandestinamente in Italia.



I due cittadini bulgari a bordo del mezzo, il conducente 24enne e una donna di 39 anni che era con lui, sono stati arrestati con l'accusa di favoregiamento dell'immigrazione. Secondo le prime verifiche compiute dalla polizia, il marito della donna è stato arrestato il 30 aprile scorso dalla Polizia di Frontiera di Brindisi, dovendo scontare una pena di due anni e mezzo di carcerazione, proprio per favoreggiamento della immigrazione clandestina. Gli investigatori ipotizzano quindi che marito e moglie facciano parte della stessa organizzazione dedita al trasporto di immigrati clandestini.

Soltanto poche settimane, sempre nel porto di Bari, gli agenti della polizia di frontiera si era trovati di fronte ad una scena simile: quella di un cittadino afghano che viaggiava nascosto in un minuscolo vano ricavato all'interno del cruscotto di un'auto.

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