Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Vigilanza privata, le imprese baresi all'esame della Prefettura: la metà dovrà adeguarsi alle norme di qualità

33 gli istituti operanti in provincia di Bari. La metà non risulta ancora in regola con quanto previsto dal decreto ministeriale n. 269 del 2010, che riguarda anche i requisiti minimi di professionalità e di qualità dei servizi offerti

La situazione delle imprese di vigilanza privata che operano nella provincia di Bari è stata oggetto di esame in una apposita riunione convocata dal Prefetto di Bari Antonio Nunziante, alla quale hanno partecipato il segretario generale dell’associazione delle imprese ASSIV-Confindustria e i rappresentanti dei sindacati di categoria.

Il prefetto ha comunicato alle parti sociali il risultato del monitoraggio sullo stato di attuazione del decreto ministeriale n. 269 del 2010. Il decreto ha introdotto specifici parametri di qualità e di capacità tecnica per chi svolge attività di vigilanza armata, imponendo alle imprese di adeguare le proprie strutture e la gestione aziendale alle norme e prescrivendo periodici controlli a cura delle prefetture. In base al monitoraggio eseguito, emerge che circa la metà dei 23 istituti che hanno sede principale in provincia di Bari non sono in regola con le norme ministeriali e pertanto dovranno procedere agli opportuni adeguamenti. Tra i parametri previsti dalla legge, oltre a requisiti minimi di professionalità e di qualità dei servizi offerti, anche la congruità delle tariffe e il rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali nei confronti dei dipendenti.

In provincia di Bari operano 33 istituti di vigilanza, di cui 23 con sede principale nel territorio e 10 con estensione della licenza da altre province, con un numero di addetti pari a circa 1.700 unità di cui 1.590 con licenza di guardia giurata armata.    

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