Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Ceglie del Campo / Via Vittorio Veneto

Villaggio neolitico a Palese, Cavone (Pd): "Preoccupati per vicenda poco chiara"

Il consigliere comunale barese esprime la sua posizione dopo l'intervento delle ruspe nell'area: "Interrogazione parlamentare al ministro competente. Indagini preventive troppo rapide"

"Abbiamo intenzione di denunciare alla Procura della Repubblica il silenzio della Soprintendenza ai beni archeologici perché siamo seriamente preoccupati per il futuro del villaggio Neolitico di Palese". Il consigliere comunale barese del Pd, Michelangelo Cavone, interviene sulla vicenda dell'area 'Titolo', nel quartiere marinaro alla periferia di Bari, dove, nonostante la presenza di tombe e manufatti risalenti a circa 80mila anni fa, è prevista la costruzione di villette a schiera. La scorsa settimana, l'intera superficie è stata ricoperta con terreno posizionato da alcune ruspe che hanno effettuato gli interventi senza l'autorizzazione del Comune.

Fretta di 'chiudere' una questione su cui numerose associazioni si sono espresse contro? "Le cosiddette indagini preventive - afferma Cavone - sono state concluse troppo velocemente e gli scavi effettuati con modalità alquanto ambigue. Nonostante le tante sollecitazioni formali delle istituzioni locali (comune e municipio), la Soprintendenza non ha sentito il dovere di dare una risposta ufficiale, nemmeno dopo che Presidente e Consiglieri del V° Municipio, Assessore all'urbanistica del Comune di Bari Carla Tedesco e Assessore alla cultura Maselli, hanno redatto una nota ufficiale di chiarimento a seguito di sopralluogo. Oggi scopriamo che improvvisamente gli scavi sono stati ricoperti e che i ritrovamenti sono stati definiti 'privi di particolare interesse culturale e storico', pertanto depositati e catalogati nella sede della Soprintendenza, la stessa che tempo fa non aveva dato nessuna autorizzazione a costruire se non autorizzando unicamente gli scavi necessari per valutare l’estensione del sito".

"Al momento - dice Cavone - non è stato rilasciato nessun permesso per costruire nell’area, come confermato dallo Sportello unico per l’edilizia Urbana. Ma un nulla osta da parte della Soprintendenza non farebbe altro che accelerare l’inizio dei lavori da parte di privati, non solo offuscando la nostra storia, ma facendo perdere al nostro territorio l’occasione unica di avere un parco archeologico situato in un contesto storico-paesaggistico di inestimabile valore. Intanto - conclude - abbiamo già chiesto ai nostri parlamentari di riferimento di proporre una interrogazione scritta al ministro competente per far luce su questa storia così poco chiara".

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