Accusato di violenza sessuale su dottoressa, prosciolto perchè la denuncia è stata "presentata troppo tardi"

La decisione del gip del Tribunale di Bari. La vicenda riguarda un 52enne di Acquaviva, accusati di aver violentato un'operatrice di una Guardia Medica del Barese

Una denuncia per violenza sessuale presentata oltre i 6 mesi previsti dalla legge dell'epoca: per questa ragione, il gup del Tribunale di Bari ha prosciolto, per "difetto di tempestiva querela", Maurizio Zecca, 52enne di Acquaviva delle Fonti, accusato di aver violentato una dottoressa impiegata in un ambulatorio di guardia medica del Barese. La vicenda risale al 2017, quando il termine di presentazione della denuncia, per questo tipo di episodi, era di sei mesi, ora prolungato a un anno con le norme del 'Codice Rosso'. 

Gli inquirenti: "Molestie e telefonate notturne"

L'improcedibilità sul caso era stata già dichiarata dal Tribunale del Riesame di Bari che aveva scarcerato Zecca, collocandolo ai domiciliari per il solo reato di stalking. Il provvedimento non aveva convinto la Procura di Bari che decise per l'impugnazione, ottenendo, dalla Corte di Cassazione, l'accoglimento del Ricorso e l'annullamento con rinvio della decisione sulla scarcerazione. Una decisione alla quale era seguita un'ulteriore sentenza da parte del Riesame che confermava l'obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento per stalking, annullando quella precedente sulla presunta violenza sessuale. Zecca, per lo stalking, è stato condannato a 6 mesi di reclusione ma attende la conclusione del processo d'Appello. In base alle indagini degli inquirenti, l'uomo avrebbe molestato la dottoressa con telefonate notturne e minacce di far saltare il palazzo in cui la dottoressa lavorava se non lo avesse ascoltato. Una situazione insostenibile per la donna che fu costretta a cambiare tre sedi diverse di lavoro nel giro di pochi mesi. 

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