Violentata e minacciata di morte da una gang: condannato a nove anni il 'capo', cinque anni agli altri imputati

I fatti nel 2017 nel Cara di Palese: per le violenze, commesse ai danni di una giovane nigeriana, sono stati condannati sei connazionali. Nel processo era costituita parte civile l'associazione Gens Nova

Condanna a nove anni di reclusione per il 'capo' della gang, cinque anni invece per gli altri cinque sodali, tutti cittadini nigeriani, accusati di violenza sessuale di gruppo su una connazionale 25enne, per fatti avvenuti nel 2017 nel Centro accoglienza richiedenti asilo di Bari-Palese. La sentenza del processo, celebrato con rito abbreviato, è stata emessa oggi dal gup del Tribunale di Bari, Marco Galesi.

Stando a quanto accertato dalle indagini della Squadra Mobile di Bari, coordinate dalle pm Simona Filoni e Lidia Giorgio, la donna - attualmente ospitata in una struttura protetta - avrebbe subito le violenze per mesi, a partire dal suo arrivo nel Cara di Palese all'inizio del 2017. In particolare, la donna sarebbe stata picchiata, costretta a consumare rapporti sessuali con il presunto capo del gruppo, e minacciata affinché non facesse parola delle violenze subìte. La condanna più alta è stata inflitta al 38enne Olatunde Opaleye, soprannominato 'Egbon', ritenuto il capo della gang.

Nel processo era costituita parte civile l'associazione Gens Nova Onlus, presieduta dall'avvocato del Foro di Bari Antolascala-2nio La Scala, da tempo in prima linea nella difesa dei soggetti fragili - in particolare donne e minori - vittime di violenza.

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Nei giorni scorsi, alcuni degli imputati sono stati destinatari di un'altra misura cautelare nell'ambito di un'operazione della Squadra mobile di Bari ha gettato ulteriore luce sulla presenza di gruppi criminali nigeriani a Bari,  attivi in particolare nel Cara di Bari e dediti al traffico di droga e allo sfruttamento di accattonaggio e prostituzione.

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