Cronaca

Violenza sessuale su una dottoressa, presunto aggressore ai domiciliari con il braccialetto elettronico

Il caso del 51enne di Acquaviva, scarcerato dal Riesame perché il reato di violenza, denunciato "in ritardo", era stato ritenuto improcedibile: è stato necessario attendere l'arrivo del dispositivo per dar corso all'effettiva scarcerazione, avvenuta oggi

Dalla decisione del Riesame, che ne aveva disposto la scarcerazione con concessione dei domiciliari, è stato necessario attendere l'arrivo del braccialetto, arrivato oggi, dopo circa venti giorni.

Così il 51enne Maurizio Zecca, arrestato a novembre scorso con l'accusa di violenza sessuale e stalking nei confronti di una dottoressa in servizio presso una guardia medica del Barese, è stato oggi effettivamente scarcerato e posto ai domiciliari nella sua abitazione di Acquaviva.

Il caso ha fatto molto discutere. Il Tribunale del Riesame, infatti, a due settimane dall'arresto aveva disposto la scarcerazione dell'uomo con concessione dei domiciliari ritenendo improcedibile il reato di violenza sessuale perché denunciato dalla vittima oltre il termine di 6 mesi previsti per legge (la denuncia era arrivata invece a nove mesi dai fatti).

Di fatto, il 51enne era rimasto in cella fino ad oggi, poichè non era disponibile il braccialetto elettronico per i domiciliari. La decisione del Riesame è stata impugnata dalla Procura di Bari, che è invece tornata a chiedere la detenzione in carcere.
 

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