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Visite FAI a Santa Scolastica, polemiche per il contributo: "Costretti a pagare 5 euro"

Molti cittadini lamentano di aver dovuto versare una quota minima, anziché un "contributo libero" come previsto dall'iniziativa. Rossella Ressa, capo delegazione del FAI Bari: "Può essersi creata confusione con il biglietto di ingresso al bastione, ma il contributo è libero"

I visitatori, nonostante il tempo poco clemente di questa domenica, hanno raggiunto quota ottomila in due giorni. Ma oltre al grande afflusso di cittadini interessati a visitare il cantiere di quello che sarà il Museo Archeologico di Santa Scolastica, le visite delle "Giornate Fai di primavera" a Bari hanno fatto registrare anche qualche polemica.

A creare scompiglio, il contributo da versare all'ingresso per poter accedere al percorso. Le visite, infatti, non erano gratuite, bensì "a contributo libero", in quanto collegate alla raccolta fondi nazionale "Ricordiamoci di salvare l'Italia", finalizzata al recupero e alla valorizzazione di alcuni beni del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.

Ma, secondo quanto segnalato da molti visitatori sui social network e alla redazione di Baritoday, per l'accesso a Santa Scolastica sarebbe stata chiesta la 'quota' minima di 5 euro, anzichè una donazione spontanea. "Sapevamo del contributo volontario - racconta la signora Teresa - ma non di una cifra prestabilita: arrivati all'ingresso invece la risposta è stata che o davamo 5 euro a persona o potevamo andare via". "Ci hanno fatto pagare 5 € a persona - riferisce Ornella - quando poi sul sito fai abbiamo scoperto che queste visite hanno come costo una libera offerta. Un furto! Ho fatto la segnalazione alla fai perché obbligare una persona non credo sia lecito. Stupida io che non ho chiamato i vigili".

"Nessun contributo obbligatorio di 5 euro - afferma la capo delegazione del Fai Bari Rossella Ressa, contattata da Bari Today- C'è stato questo equivoco con i cinque euro che effettivamente si pagano normalmente per l'ingresso al bastione, che è aperto ogni giorno. Noi invece chiediamo un contributo libero. Abbiamo posizionato dei contenitori in cartone per raccogliere anche le monete. C'è stato chi ha donato dieci euro come chi ha dato dieci centesimi, e naturalmente ha avuto comunque accesso alla visita, ma nessuno è stato costretto a versare una cifra prestabilita, e a nessuno è stato impedito di entrare".

Non è chiaro però come e da chi sia partito l'equivoco che ha portato poi alla richiesta dei cinque euro lamentata da molti visitatori. "Possiamo immaginare che tra tanta gente si possa essere creata confusione - dice ancora Ressa - Ogni anno capita che si creino fraintendimenti e che si pensi che le visite siano del tutto gratuite. Però - ribadisce - da parte nostra non è stata chiesta alcuna cifra obbligatoria". "Ci auguriamo - conclude - che i cittadini abbiamo apprezzato la nostra iniziativa, che ha dato a molti la possibilità di accedere ad un tesoro che da domani tornerà ad essere chiuso".

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