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Cronaca

Solidarietà e volontariato, a Noicattaro un progetto per coinvolgere famiglie e studenti

Al via dal 20 aprile l'iniziativa 'Dalle mani in tasca alle mani in testa', organizzata dall'associazione "Don Tonino Bello", per promuovere la cultura del bene e della solidarietà sociale e attiva

Nuove iniziative del volontariato sul territorio di Rutigliano-Noicattaro-Mola grazie all’associazione di volontariato “Don Tonino Bello”, che promuove il progetto “Dalle mani in tasca alle mani in testa” sostenuto dal bando di promozione 2015 del CSV “San Nicola”.

Il progetto infatti prevede il coinvolgimento degli studenti delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo grado dell’Istituto “Gramsci-Pende” di Noicattaro, il 20 Aprile dalle ore 09.00 alle ore 13.00, per stimolare nei giovani studenti la cultura del bene e della solidarietà sociale e attiva, incrementando così il numero di giovani operanti nelle realtà associative dell’ambito territoriale e di pari passo, il 5 e il 12 maggio, le famiglie in cui vivono per creare adulti aderenti ai valori del volontariato e del bene comune.

L’Associazione, che sin dal 2011 svolge attività di sostegno, di inclusione sociale e lotta alla povertà con grande successo, mira a potenziare le competenze dei volontari desiderosi di mettersi in gioco nella comunicazione verso l’altro e nella relazione di aiuto verso chi è in condizione di povertà sia economica che socio-culturale e sensibilizzare al volontariato consapevole.

Il 7 giugno alle ore 19.30, a termine degli incontri con gli studenti e genitori, presso il salone parrocchiale della Chiesa Cuore Immacolato di Maria a Rutigliano, in Via Persia, avverrà la presentazione del libro del dottor Francesco Colizzi, medico psichiatra psicoterapeuta, dal titolo “L’aggiustatore di destini” con l’obiettivo di migliorare l’informazione sulle attività di volontariato locali, sensibilizzare alla vita da volontario sottolineando criticità e punti di forza.

In questo modo il progetto dalle “Mani in tasca alle mani in testa” adoperando una metodologia bottom-up partirà dall’ambiente di formazione e socializzazione della scuola, sino ad espandersi a macchia d’olio ai genitori e all’intera cittadinanza.

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