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"Voto di scambio alle Regionali 2015", blitz dei carabinieri: 22 arresti nel clan Di Cosola

Coinvolti affiliati al gruppo criminale e il collaboratore di un politico. Il clan avrebbe agito per condizionare la campagna elettorale 'spostando' le preferenze a favore di un candidato in cambio di denaro

Sono in tutto 22 le persone arrestate nella notte nell'operazione antimafia condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari. Il blitz, che ha visti impegnati oltre 300 militari, ha permesso di chiudere il cerchio sul clan dei 'Di Cosola'. Le persone coinvolte nell'indagine, coordinata dalla Dda, sono ritenute responsabili "di aver preso parte ad un’associazione armata di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e coercizione elettorale in concorso".

I NOMI DEGLI ARRESTATI

I COLPI AL CLAN E LA RIORGANIZZAZIONE - L'inchiesta, condotta anche attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, ha consentito di documentare come il clan - operante a Bari città e nei Comuni di Adelfia, Bitritto, Capurso, Casamassima, Ceglie del Campo, Gioia del Colle, Giovinazzo, Rutigliano, Sannicandro, Triggiano e Valenzano - dopo le difficoltà dovute a varie collaborazioni con la giustizia (tra cui anche quella dello stesso capo, Antonio Di Cosola) e a diversi provvedimenti cautelari che ne avevano minato l'influenza, si stesse riorganizzando.

VIDEO: SEQUESTRATE ARMI

LE 'COMPARANZE' CON GLI ATRI CLAN DELLA CITTA' - In particolare, l’attività investigativa ha documentato l’esistenza di una confederazione mafiosa promossa dai Di Cosola e realizzata mediante reciproche intese, le cosidette "comparanze", con le compagini baresi dei Capriati, Parisi e Diomede-Mercante, nel comune intento di 'fronteggiare' il clan rivale degli Strisciuglio, con il quale ciascuna organizzazione criminale aveva ingaggiato, in passato, cruenti scontri armati, tali da insanguinare la città e tutta la sua area metropolitana.

LE MANI DEL CLAN SULLE REGIONALI 2015 - In questo contesto, il clan Di Cosola avrebbe continuato ad esercitare il controllo in alcuni quartieri cittadini e in molti Comuni della Provincia, tanto da essere riuscito parzialmente a condizionare le elezioni regionali del maggio del 2015, sostenendo la campagna elettorale, nella sua area d’influenza, di un candidato iscritto nella lista Popolari. Tra gli arrestati, infatti, figura anche Armando Giove, collaboratore di Natale Mariella (che non risulta indagato), candidato per i Popolari alle elezioni regionali del 2015. Secondo l'accusa, Giove avrebbe concordato con gli appartenenti al sodalizio la corresponsione di 50 euro per ogni voto procurato a favore del candidato, oltre ad un anticipo di quasi 30.000 euro. Del resto, gli elementi raccolti hanno anche dimostrato il ricorso alla forza di intimidazione esercitata dagli associati nei confronti degli elettori, i quali venivano sistematicamente minacciati, a fronte della promessa di 20 euro per ogni voto accordato al politico, di ritorsione in caso di non adempienza. Il sostegno del clan, alla fine, non era bastato a garantire al candidato l'elezione al Consiglio Regionale, ma gli aveva comunque permesso di raccogliere un considerevole pacchetto di preferenze, principalmente in quelle sezioni elettorali 'd'influenza' del gruppo criminale (5866 voti in totale, 2544 dei quali nel comune di Bari, 512 in quello di Giovinazzo e 64 a Bitritto).

LE PERQUISIZIONI - Durante l'operazione sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari alla ricerca di armi e droga, compiute con l'utilizzo di unità cinofile, metal detector, sofisticate strumentazioni e di un elicottero. 

*Ultimo aggiornamento ore 12.45

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