La Xylella non si ferma, aumentano gli alberi colpiti nel Barese: scoperti altri 18 ulivi infetti a Locorotondo

I nuovi casi - rientranti nella 'zona di contenimento' - segnalati dalla Coldiretti Puglia, sulla base dei risultati relativi ai campioni prelevati durante l’ultimo monitoraggio Muraglia: "Errori, incertezze e scaricabarile hanno favorito l'avanzare del contagio"

Un ulivo colpito da Xylella - foto Today.it

Dopo i primi cinque ulivi infetti scoperti a fine maggio ed eradicati pochi giorni fa, a Locorotondo altri 18 alberi sono risultati colpiti dalla Xylella. A renderlo noto è la Coldiretti, sulla base dei risultati delle analisi che si riferiscono ai campioni di olivi prelevati durante l’ultimo monitoraggio.

“Le nuove infezioni accertate confermano che continua l’avanzata della malattia e disegnano uno scenario oscuro causato dai ritardi regionali negli espianti degli ulivi infetti, da quando ad aprile 2015 per non abbattere 47 ulivi malati si infettarono  3100 alberi, consentendo al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali, pregiudicando il patrimonio olivicolo e paesaggistico della provincia di Brindisi e di Taranto. La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere, che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 6 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro”, attacca Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Gli errori, le incertezze e gli scaricabarile hanno favorito l'avanzare del contagio e hanno provocato 21 milioni di ulivi infetti e oggi Arif è di nuovo senza guida, per cui c’è il rischio che le attività di espianto e monitoraggio subiscano nuovamente una grave e dannosa battuta d’arresto”, aggiunge Muraglia.

La zona di Locorotondo, come chiarito nei giorni scorsi dall'Arif, sebbene ricadente nella provincia di Bari, è compresa entro i confini della zona contenimento, la fascia larga 20 chilometri che confina da un lato con la zona infetta e dall’altra con la zona cuscinetto. 

“Continua a mancare una strategia condivisa e univoca tra enti regionali, nazionali e comunitari per fermare la malattia e ridare speranza di futuro ai territori che hanno perso l’intero patrimonio olivicolo e paesaggistico”, aggiunge ancora Muraglia. “Per la lotta alla malattia il Consiglio regionale ha assunto un orientamento chiaro il 31 maggio 2018, approvando un ordine del giorno all'unanimità che prevede la discussione sul tema Xylella attorno al tavolo istituzionale, di cui Coldiretti Puglia chiede da anni invano la convocazione urgente perché il dramma della Xyella in Puglia continua ad essere affrontato e gestito a pezzi, senza una strategia condivisa anche dai differenti enti preposti della Regione Puglia”, conclude il presidente Muraglia.

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La stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – precisa la Coldiretti - ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord. Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – continua Coldiretti – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto e da ultimo ne è stata conclamata la presenza in provincia di Bari. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione – conclude Coldiretti - si moltiplica l’arrivo di materiale vegetale infetto e parassiti vari che provato stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale anche con l’avvio di una apposita task force.

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