Cronaca

Zaini vuoti davanti agli istituti chiusi, il flash mob di protesta dei genitori a Bari: "La Dad non è scuola"

Anche a Bari le famiglie hanno aderito all'iniziativa lanciata a livello regionale dal movimento 'Scuole diffuse in Puglia' per protestare contro lo stop della Regione alle lezioni in presenza

Zaini vuoti appesi alle recinzioni delle scuole, o lasciati a terra, davanti ai cancelli degli istituti che, da oggi, restano chiusi agli studenti in tutta la Puglia. E' la protesta silenziosa dei genitori, che questa mattina anche a Bari hanno dato vita ad un flash mob per esprimere il proprio dissenso nei confronti del provvedimento della Regione che sospende fino al 24 novembre la didattica in presenza.

Una misura, hanno spiegato il presidente della Regione Emiliano e l'assessore alla Salute Lopalco, adottata per far fronte all'aumento dei contagi che proprio la riapertura delle scuole avrebbe comportato, ma che tante famiglie giudicano inadeguata e dannosa, soprattutto per i più piccoli, costretti a tornare (al momento, per un mese) alla didattica a distanza, ritenuta però inadatta per i bisogni formativi dei bambini, soprattutto nella scuola primaria. 

L'iniziativa di protesta è stata lanciata a livello regionale dal movimento 'La scuola che vogliamo - Scuole diffuse in Puglia'"Il coordinamento dei genitori attivi pugliesi - si legge in una nota - denuncia il rischio sanitario per decine di migliaia di minori pugliesi privati della didattica in presenza. "Riteniamo infatti, scrivono i genitori, che la relazione non mediata con gli insegnanti e l'apprendimento tra pari, se negato per troppi mesi, possa influire sullo sviluppo psico – fisico dei bambini e delle bambine, delle ragazze e dei ragazzi con conseguenze serie sulla loro salute e quindi con ricadute gravi sulle famiglie e le Comunità".

I genitori contestano alla Regione la mancanza di provvedimenti adeguati in vista della riapertura delle scuole. "Il coordinamento genitori attivi - prosegue la nota - rileva con estremo rammarico che nonostante il governo regionale sia stato più volte sollecitato da Maggio ad oggi ad assumere adeguate misure sanitarie per consentire la ripresa delle attività didattiche in presenza in sicurezza ancora oggi, dopo otto mesi dalla chiusura di Marzo scorso, non abbia predisposto un adeguato sistema di medicina territoriale, di tracciamento dei contagi nelle scuole e di incremento del sistema del trasporto pubblico scolastico. In merito a quest'ultimo punto i genitori attivi stanno in queste ore trasmettendo un'istanza di accesso civico all'agenzia regionale A.S.S.E.T. con relativa richiesta di informazioni relative all'incremento del trasporto pubblico nelle sei provincie pugliesi a seguito di stanziamento di fondi regionali nel periodo settembre – dicembre 2020".

La richiesta, netta, alla Regione, è quella di revocare il provvedimento e riaprire le scuole: "I bambini e le bambine, le ragazze ed i ragazzi pugliesi devono rientrare a Scuola da Lunedì diversamente – dichiarano i genitori - scriveremo al Ministro Speranza e denunceremo l’Italia all’OMS Europa sottolineando quanto la Puglia non stia tutelando la salute dei bambini e delle bambine, delle ragazze e dei ragazzi relativamente al loro equilibrio psico-fisico e contravvenendo all'articolo 14 della carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea".

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