'Zero cani in canile', cinque azioni per il benessere degli animali in città: presentato il progetto

L'iniziativa è stata illustrata in Comune: dall'educazione alle sterilizzazioni, dalle cure alle adozioni fino alla gestione e conversione dei canili in oasi polifunzionali

Realizzare una città "animal friendly", per il benessere degli animali, siano essi randagi, domestici o in strutture: il Comune di Bari ha presentato il progetto 'Zero Cani in canile', iniziativa che mira al monitoraggio del territorio e alla gestione degli amici a quattro zampe a tutela della loro salute. L'iniziativa, ideata da Francesca Toto, si basa su cinque azioni principali: educazione e formazione; sterilizzazioni, profilassi e cure; adozioni e integrazione degli animali nel tessuto sociale; gestione e conversione dei canili in oasi polifunzionali. All'incontro in Comune sul tema hanno preso parte, oltre al sindaco Antonio Decaro e al consigliere delegato alle politiche per la tutela e il benessere degli animali, Livio Sisto,  i rappresentanti di Zero cani in canile, della Polizia locale, dei Carabinieri forestali, delle associazioni interessate, dei Carabinieri, dell’unità cinofila della Polizia di Stato e del servizio Rangers.

Il progetto: Rangers pronti a collaborare con il Comune

“Vogliamo passare da una politica per la tutela ad una politica per il benessere degli animali - spiega il sindaco -. Siamo consapevoli che non è semplice districarsi nel quadro normativo previsto dalla materia e per questo è ancora più importante creare un gruppo di lavoro stabile e definito che, su diversi piani e con differenti azioni, possa intervenire per modificare alcune situazioni in corso o per prevenire comportamenti illeciti sia nei confronti degli animali sia nei confronti della comunità. La questione dell’accesso agli spazi pubblici ne è l’esempio, come anche la gestione dell’anagrafe canina che deve essere aggiornata costantemente su più livelli, in modo da monitorare costantemente la presenza sul territorio”.

“È importante la presenza di tutti i soggetti coinvolti - ha concluso Livio Sisto - così come è importante comunicarci come una squadra che lavora per raggiungere un unico obiettivo. Condividere le informazioni di cui ognuno di noi è in possesso e le nostre esperienze sul tema può servire a mettere in campo politiche più efficaci, che non solo permettano agli animali di vivere meglio ma anche di risparmiare fondi pubblici. Non bisogna infatti dimenticare che i canili sono finanziati da risorse pubbliche che non sono illimitate e che diminuiscono nel tempo. Perciò è meglio lavorare da subito sulla formazione, prevenzione e sensibilizzazione e, non da ultimo, sulla maggiore offerta dei servizi”.

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