Accordo Natuzzi-sindacati: "Sì all'estensione del contratto di solidarietà"

L'intesa raggiunta al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico: la misura sarà estesa sia ai lavoratori che avevano impugnato il licenziamento che a quelli che avevano accettato il ricollocamento nella newco

Natuzzi rinuncia ai licenziamenti e chiude un accordo con i sindacati per "estendere l’applicazione del Contratto di Solidarietà già in essere sia ai lavoratori che avevano impugnato il licenziamento, sia a coloro che avevano accettato il ricollocamento ed erano stati assunti da Newcomfort srl".

A dare notizia dell'intesa, raggiunta al tavolo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - è la stessa azienda, che in una nota annuncia anche di essersi  impegnata a "non proseguire nell’applicazione dell’art. 17 L. 223/91" (ovvero la possibilità per un'impresa, in caso di reintegro di lavoratori disposto dal giudice, di risolvere il rapporto di lavoro per un numero pari di dipendenti, applicando i corretti criteri di scelta, ma senza dovere esperire una nuova procedura di consultazione con il sindacato).

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"Inoltre - si legge nella nota - Natuzzi si è impegnata a presentare un Piano Industriale che possa dare continuità al percorso virtuoso intrapreso con l’Accordo del marzo 2015, che ha purtroppo subito un significativo rallentamento a seguito delle sentenze della magistratura".  
   
"L’accordo trovato oggi con i Sindacati per l’estensione del contratto di Solidarietà è l’ulteriore dimostrazione della volontà dell’azienda di voler continuare a mantenere fede alla propria missione sociale, salvaguardando il più possibile l’occupazione sul territorio - commenta Antonio Cavallera, Direttore Generale Operativo di Natuzzi - Abbiamo sempre creduto nel Paese e continuiamo a crederci. In questi anni – prosegue Cavallera –in sinergia con i Sindacati e le Istituzioni abbiamo lavorato con l’obiettivo di recuperare la competitività delle produzioni italiane, sostenendo - dal 2001 a oggi - investimenti per circa 1 miliardo di euro".
  
Infine, l’azienda fa sapere di aver confermato che – nella definizione del Piano Industriale – si impegnerà a valutare la fattibilità della lavorazione del poliuretano come Natuzzi S.p.A. sul sito di Ginosa. Sindacati e società hanno infine concordato sulla necessità di riportare la discussione al MISE al fine di mettere in atto tutti i dispositivi finanziari e gli strumenti a sostegno dell’occupazione previsti dalla normativa vigente e necessari a sostenere la prosecuzione del Piano.
 

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