All'iIs Cuccovillo di Bari la Felsa Cisl Puglia ha parlato del contratto collettivo lavoro della somministrazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

In un Paese che, nel panorama europeo è fanalino di coda per la formazione, la somministrazione conferma invece numeri importanti con un 2017 chiuso a 243.337 allievi per 37.574 progetti finanziati, circa l’intera platea di somministrati in Italia. Ad ottobre 2018 i lavoratori somministrati in Puglia si attestano sul 5,1. Sono dati emersi nel corso di un incontro organizzato dalla FELSA CISL PUGLIA e CISL PUGLIA alla Fondazione ITS Cuccovillo con Sebastiano Leo Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Daniela Fumarola Segretaria Generale Cisl Puglia, Mattia Pirulli Segretario Generale Nazionale Felsa Cisl, Beniamino Lapadula Vice Presidente Formatemp, Elisabetta Lafugazza Responsabile Labour Consulting- Public Affairs di Openjobmetis ed Elena De Matteis Segretaria Generale Felsa Puglia. Proprio quest'ultima nel suo intervento introduttivo ha spiegato che : Rispetto agli ultimi 4/5 anni è aumentata la consapevolezza nei lavoratori dell’esistenza di un contratto collettivo nazionale e, quindi la consapevolezza che non stiamo parlando più di una precarietà ma di una flessibilità tutelata. Sicuramente ci sono dei miglioramenti che vanno fatti. In Puglia tra ottobre e dicembre si dovrebbero registrare 20mila posti di lavoro in più. C'è oggi un problema culturale, non tutti ancora comprendono che quando si parla di somministrazione, si parla di un lavoratore come vuole l’economia moderna, come risorsa umana che ha la capacità di essere non più lavoratore occupato, ma lavoratore occupabile." Nel 2018 si celebrano i 20 di CCNL della Somministrazione, (ex lavoro interinale), la cui introduzione con il Pacchetto Treu(1996/97) ha segnato il definitivo abbandono del modello classico del nostro mdl, ispirandosi alla flexicurity, e, predisponendo la copresenza di pubblico/privato nel mdl e l’utilizzo di forme contrattuali atipiche. Il confine tra precarietà e flessibilità si assottiglia, ma in questo scenario, la somministrazione oggi si configura come la vera flexicurity: flessibilità per il posto di lavoro, in cambio di tutele e rappresentanza per i lavoratori nel mercato del lavoro. La prima tutela nella flessibilità è la formazione e, quindi, il passaggio da occupato alla capacità di essere occupabile in una logica di continuità occupazionale. Ma, i dati ci dicono che il mismatch tra domanda/offerta aumenta del 30% sul territorio nazionale, con il 61,2% di difficoltà di reperimento nelle professioni digitali e il 43,1 professioni matematiche ed informatiche. Si preparano 12000 posti di lavoro per la fatturazione elettronica. Per la sola Puglia in questo trimestre ci sono oltre 20000 entrate, di il 48% in produzione beni ed elaborazioni servizio. Stessa percentuale di Emilia Romagna con una popolazione ed entrate lievemente superiori. Le maggiori difficoltà di reperimento, per vari fattori, sono tra dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici di cui il 58% per i farmacisti, il 54,9% per gli operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie tessili, abbigliamento, dati lievemente inferiori all’ Emilia. Rispetto al titolo di studio siamo accomunati da dati intorno al 60% per l’ingegneria industriale, mentre sale per la Puglia per l’indirizzo linguistico, traduttori e interpreti. Mentre per le tipologie contrattuali la puglia conferme alte percentuali per il tempo determinato ed una media del 3/4 % per l’apprendistato. Di tali percentuali solo il 2% trova lavoro attraverso il sistema pubblico.

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