Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Appalto pulizie, Cgil contro la Regione: "Nuovo taglio alle ore di lavoro, dimenticata clausola sociale"

La Filcams contro il nuovo appalto, che ridurrebbe del 35% le ore lavorative. Mary Manocchio (segretaria generale Filcams Cgil) parla di "tagli da macelleria sociale" e stigmatizza la mancata applicazione di una norma regionale che prevede una 'clausola sociale' per tutelare i lavoratori nei cambi di gestione degli appalti

“Il nuovo appalto per le pulizie della Regione Puglia prevede tagli da macelleria sociale. L’ente non interviene e soprattutto non fa rispettare le leggi di cui pure si è dotata”. A denunciare il caso, relativo al rinnovo dell’appalto per le pulizie negli uffici regionali, è Mary Manocchio, segretaria generale della Filcams Cgil Puglia. La vertenza coinvolge 110 lavoratori in tutta la regione, che sarebbbero fortemente penalizzati dai nuovi tagli alle ore lavorative previste con il nuovo appalto.

“Con l’assegnazione del nuovo appalto - spiega Manocchio - il Consorzio Apulo-campano Multiservizi avrebbe dichiarato che ci sarebbero stati tagli del 35% delle ore, per lavoratori che in media non lavorano più di quindici ore settimanali. La trattativa di lunedì 28 dicembre non ha avuto esiti positivi, nonostante chiedessimo alla Regione Puglia di intervenire presso l’azienda, perché così facendo le conseguenze sul piano sociale sarebbero state devastanti per queste maestranze. Come Filcams Cgil non possiamo che esprimere tutta la nostra sorpresa, il nostro rammarico nei confronti della Regione che non solo ha scelto di rimanere inerme di fronte alle richieste irricevibili del Consorzio, ma che così facendo non rispetta la legge che essa stessa ha adottato. Una trattativa andata a vuoto, in cui non potevamo che abbandonare il tavolo”. 

La legge alla quale fa riferimento la segretaria della Filcams è una norma di cui la stessa Regione si è dotata, "scritta proprio per prevenire episodi del genere, nei cambi di gestione degli appalti e che prevede la cosiddetta a clausola sociale, ovvero considerare in sede di bando  pubblico non solo i vantaggi meramente economici ma anche aspetti e ricadute di natura sociale. E quale caso più evidente di questo, che colpisce lavoratori che già percepivano stipendi da fame e che ora lavoreranno per non più di 10 ore al mese? A questo punto pensiamo che toccherà agli impiegati regionali pulire i propri uffici, dopo che la regione Puglia ha eretto un capitolato d'appalto di lacrime e sangue". Forse la Regione Puglia - aggiunge ancora Manocchio - è al di sopra delle proprie stesse leggi. E’ l’unica spiegazione possibile e plausibile, considerando quello che sta accadendo. Non si riesce ad ottenere chiarezza e non un solo documento è stato prodotto che giustifichi la drastica riduzione delle ore". 

Sul caso è intervenuto anche il segretario generale della Cgil Puglia, Gianni Forte. "Ci sorprenderebbe - ha dichiarato forte - che il presidente Emiliano si dimostrasse a favore della clausola sociale quando ad appaltare sono gli altri ed ignorarla quando si tratta della Regione Puglia. Eppure si tratta di lavoro povero e non in grado di garantire una vita dignitosa, né spesso di accedere a strumenti di tutela sociale. Fa specie che sia proprio l’ente Regione, che si è dotato negli anni di una strumentazione all’avanguardia nel contrasto alle illegalità nel mercato del lavoro e di criteri di equità e trasparenza negli appalti pubblici a garanzia dei lavoratori, a ricorrere a un capitolato per le pulizie degli uffici regionali che di tutto questo non tiene conto. Si precarizza ancor più il lavoro di chi era impiegato per poche ore, senza la garanzia di un servizio di qualità. Chiediamo al presidente Emiliano di rivedere le decisioni che la Regione Puglia sta assumendo in queste ore, che suonano come un’offesa a quanto fino ad ora è stato proclamato. È da qui che inizia la lotta alla povertà".

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