Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Edilizia 'a impatto zero', nasce al Politecnico la casa del futuro

Bassissimo impatto ambientale per l'appartamento da 100 metri quadri studiato dai ricercatori della Facoltà di Architettura. L'idea e la sua realizzazione, stamattina nel cantiere della scuola edile Formedil. Prossimo passo il 'Solar Decathlon Europe 2012' di Madrid a settembre

Consumi ridotti del 90%, nessun impianto di riscaldamento convenzionale, ed emissioni di gas e carbonio tagliati drasticamente. La casa del futuro, la potremmo chiamare così, non è una realtà lontana, ma il risultato tangibile e visivo di una ricerca universitaria scientifica sperimentale nel segno dell’ecosostenibilità.

Il primo prototipo sul nuovo modo di costruire è stato presentato questa mattina nel cantiere della scuola edile Formedil di Bari, con i ricercatori e ideatori della Facoltà di Architettura del Politecnico e i vertici dell’ente.

Il tutto è nato da approfonditi studi nel settore del risparmio energetico. Spiegano i ricercatori: “E’ da tempo che stiamo lavorando su questo progetto e la collaborazione con la scuola edile ci ha permesso di farlo diventare realtà. Puntiamo alla razionalizzazione dei consumi energetici e della spesa, nel senso che la casa che stiamo realizzando non solo emana poche emissioni e non inquina, ma permette anche un cospicuo risparmio sulle spese familiari”. Insomma, investire su apparecchiature ‘sofisticate’ paga: “In futuro, chi costruisce la propria casa, potrebbe decidere di puntare su questo tipo di ingegneria. Con un investimento da 100mila euro (cifra non lontana dai prezzi normali di mercato), si potrà poi risparmiare sulle bollette”, sottolinea il vicepresidente della scuola edile, Salvatore Bevilacqua, che coglie l’occasione per lanciare un appello agli enti pubblici: “Se questo progetto resta ‘chiuso’ nell’università e nel cantiere della Formedil (previsti 100 giorni per la realizzazione – ndr) non ha alcun senso. Quindi ci appelliamo allo Iacp che, utilizzando questo tipo di architettura e di ingegneria a basso impatto ambientale, potrebbe ricavarne un duplice vantaggio, sia nell’investimento per la costruzione, che si ridurrebbe drasticamente, sia nel servizio offerto alle famiglie che poi andranno ad abitare quegli appartamenti, presumibilmente poco abbienti”.

Ma cosa ha di speciale questo prototipo? La casa in costruzione, da 100 metri quadri, ha visto l’impiego di una ventina di under 30 in formazione e di altrettanti ricercatori di Architettura e Ingegneria. Non ci sono delle semplici murature a ‘chiudere’ l’appartamento ma rivestimenti in pietra e legno che garantiscono la non dispersione del calore interno. E’ in grado di consumare fino al 90% in meno rispetto alle case tradizionali. E’ autonoma e può assicurare il benessere termico, senza alcun impianto di riscaldamento convenzionale (caldaia e termosifoni). In loro sostituzione l’abitazione sfrutta la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre, dal calore generato internamente dai comuni elettrodomestici e dagli occupanti, ricorrendo a fattori fondamentali come l’isolamento termico, l’assenza di ponti termici, l’elevata impermeabilità all’aria, il controllo ventilazione, l’esposizione solare, la forma e i materiali costruttivi del territorio. I vantaggi sono anche sul piano ambientale: “L’edilizia oggi, è un settore altamente inquinante poiché gran parte delle emissioni dei gas e di ossido di carbonio (Co2), proviene proprio dagli impianti di climatizzazione e di riscaldamento”, spiegano i dirigenti della Formedil che, con i loro ragazzi in formazione, sono riusciti a realizzare il progetto, progetto che insieme ad altri venti di università di tutto il mondo, sarà presentato a settembre a Madrid, in Spagna, in occasione della manifestazione internazionale ‘Solar Decathlon Europe 2012’: “Qui dimostreremo le nostre competenze su sostenibilità ambientale”, sottolinea con fierezza il rettore del Politecnico, Nicola Costantino.

Intanto, lo stesso progetto è nelle mani dell’Ecole Nationale Superieur d’Architecture (Ensa) Paris–Malaquais, che sta curando una variante per dimostrare la versatilità tecnologica della casa.
 

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