Venerdì, 23 Luglio 2021
Economia

Tarsu, Giannini risponde alle polemiche: "Aumenti inevitabili"

Il costo della tassa sui rifiuti è legata al costo del servizio e non può essere diminuito, spiega l'assessore all'Economia. Si può intervenire per abbassarlo, ma è necessaria la collaborazione dei cittadini

“L'aumento della Tarsu era inevitabile, non è una decisione discrezionale del Comune di Bari, ma un obbligo a cui siamo tenuti a sottostare esistente già dal 2000 ma che con il governo Monti non è più rimandabile”. Con queste parole l'assessore all’Economia del Comune di Bari, Giovanni Giannini risponde in una conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo di città alle critiche sull'incremento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che quest'anno ricade sui cittadini baresi.

L'assessore ha aggiunto come in città come Milano o Andria dove non ci sono stati aumenti per quest'anno, in realtà gli incrementi li hanno avuti negli scorsi anni, al contrario di Bari che ha avuto il costo della Tarsu bloccato per parecchi anni a fronte di un aumento che era stato già ipotizzato nel 2004 dalla giunta di centro destra. "Nella Tarsu - ha spiegato Giannini - sono previste esenzioni per single, pensionati e disoccupati e  si potrà pagare comunque entro la prima scadenza utile anche per chi ha ricevuto la lettera di pagamento nell'imminenza della scadenza, mentre l'Eca che va pagata fino al 31 dicembre 2012, con l'anno nuovo sparirà”.  

A giustificazione dei costi così alti, “ma inferiori a Napoli e Salerno” secondo l'assessore, ci sarebbe la mancanza di un piano regionale per la creazione di un impiantistica di riciclo, che costringe il comune a rivolgersi alle discariche gestite dai privati e dagli alti costi che ne conseguono, proprio per questo l'Amiu in questi anni ha realizzato un impianto di tricovagliatura e uno di biostabilizzazione, mentre sé prevista creazione di un  impianto di compostaggio con produzione di energia e la chiusura del ciclo del vetro per produzione di carburante che potrà poi essere bruciato nelle cementerie”.

Le critiche mosse però contro il Comune e l'Amiu dai cittadini negli scorsi mesi non sono legate soltanto al costo della Tarsu, ma soprattutto all'efficienza dell'azienda sul territorio. Segnalazioni di strade sporche, cassonetti sempre pieni e l'invasione di insetti è all'ordine del giorno. Proprio per questo è intervenuto il direttore generale dell'Amiu Antonio Di Biase che ha spiegato come Bari sia una città particolarmente difficile.

Bidoni della differenziata piena di qualsiasi oggetto, cassonetti riempiti a tutte le ore  che spesso impediscono il lavaggio dei cassonetti, nessun negozio che fa la raccolta differenziata, mercati rionali lordi, eventi privati e sagre che non si preoccupano di raccogliere i rifiuti e gente che pur di non usare il servizio gratuito di ritiro degli oggetti ingombranti preferisce buttare i mobili o televisori in aperta campagna. Questo secondo Di Biase è lo scenario con cui l'Amiu ha a che fare ogni giorno e che giustifica lo stato delle strade cittadine.

Secondo Di Biase “diventa impossibile assicurare la pulizia delle strade se chi spazza deve incontrare zone come il lungomare o piazza Ferrarese dove ogni giorno è necessario un  intervento straordinario più che ordinario e dove le 520 tonnellate di rifiuti giornalieri raccolte dall'Amiu non sono più sufficienti”.


Per migliorare la situazioni nel prossimo futuro l'Amiu e il comune sono pronti ad applicare sanzioni più rigide, introdurre cassonetti con chiavetta che identifichino chi trasgredisce e lavorare affinché le aziende,  gli alberghi e i ristoranti siano spinti ad effettuare la raccolta differenziata. È inoltre prevista un estensione del servizio di raccolta porta a porta nelal versione “light”che coinvolga altri quartieri di Bari, e aggirino l'alto costo (8 milioni) che avrebbe l'estensione del servizio che viene effettuato nel quartiere Japigia in tutti gli altri quartieri.

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