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Giovedì, 18 Agosto 2022
Economia

Le famiglie 'pagano' l'inflazione nel carrello spesa: in un anno aumenti fino al 58% sui prodotti alimentari

I dati analizzati da Coldiretti Puglia: in un anno, salgono i costi del pane (+58%) e della pasta (+34%). In salita di oltre il 10% anche i prezzi di carne, pesce, frutta e verdura. Sugli aumenti incidono l'inflazione e gli elevati costi di produzione. Coldiretti: "Servono accordi per contenere caro bollette e costi energia"

In un anno, i prezzi della carne e del pesce sono aumentati di oltre il 10%, la verdura del 14%, l'olio di semi di girasole costa addirittura il 37% in più, la frutta fresca 11% in più. Sono questi i dati allarmanti che Coldiretti Puglia ha raccolto tramite uno studio dell'Istituto Pugliese per il Consumo. L'analisi dell'ente, costituito da 16 associazioni di consumatori iscritte alla Consulta Regionale Consumatori Utenti, ha esaminato il vertiginoso aumento dei prezzi per i beni di prima necessità nel periodo giugno 2021 - giugno 2022, segnato dall'impennata dell'inflazione, dal caro bollette e dall'instabilità dei mercati dettata dalla guerra in Ucraina.

Gli aumenti dei costi di produzione incidono pesantemente sulla spesa delle famiglie, costrette a subire i costi da capogiro del pane di grano duro (+58,7%), della pasta (+34,6%) e degli oli (+89,6%). Da segnalare la crescita dei prezzi anche per il pesce: le sogliole costano il 37,9% in più rispetto l'anno scorso, per i meloni gialli si spende il 33,6%, per le zucchine si raggiunge quota +33,3%.

L’aumento dei costi colpisce duramente  anche la filiera agroalimentare, a partire dalle campagne dove – sottolinea la Coldiretti regionale – "Più di un'azienda agricola su 10 è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, il 30% delle imprese si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione. In agricoltura si registrano, infatti, aumenti dei costi che vanno dal 170% per i concimi al 90% per i mangimi, fino al 129% per il gasolio".

A spingere i rincari, secondo Coldiretti, ci sarebbe anche l’aumento della dipendenza alimentare dall’estero, nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari dell’estero, dal grano per il pane al mais per l’alimentazione degli animali, sono cresciute di quasi un terzo, aprendo la strada anche al rischio di un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare. L’Italia, negli ultimi 25 anni ha perso un quarto della propria superficie coltivabile ed è adesso obbligata ad importare il 62% del grano per il pane, il 35% di quello necessario per la pasta, ma anche il 46% del mais e il 73% della soia.

"Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali - dichiara Coldiretti - con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali ed alle speculazioni. Nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle. In questo contesto è importante l’apertura del Governo alla nostra proposta sulla defiscalizzazione del costo del lavoro".

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