C'è il sì in Senato al decreto per salvare la Banca Popolare di Bari: "Si può pensare al futuro"

Il provvedimento aveva ricevuto il via libera dalla Camera lo scorso 21 gennaio. Tra le norme, anche misure per sostenere il sistema creditizio del sud finalizzate al salvataggio della banca pugliese commissariata a dicembre scorso

Il Senato ha approvato il decreto sul 'salvataggio' della Banca Popolare di Bari. L'aula di Palazzo Madama da detto sì con 209 voti favorevoli, 1 contrario e 9 astensioni da parte di deputati di Fratelli d'Italia. 

Il decreto aveva ricevuto il via libera dalla Camera lo scorso 21 gennaio. Tra le norme, anche misure per sostenere il sistema creditizio del sud finalizzate al salvataggio della banca pugliese commissariata a dicembre scorso. Fino a 900 milioni di euro, previsti, entro il 2020, per potenziare il patrimonio di Mediocredito Centrale con cui avviare di fatto il salvataggio dell'istituto barese. Il provvedimento diventerà legge con la pubblicazione del testo sulla Gazzetta ufficiale".

Il Pd: "Da oggi la banca può pensare al futuro"

"Con il voto definitivo del Senato, da oggi la Popolare di Bari può finalmente pensare al suo futuro, al progetto che la vede come perno per la costituzione della Banca del Mezzogiorno". Ad affermarlo, in una nota, il deputato barese del PD, Alberto Losacco. “È un percorso che da oggi può partire, pur sapendo che ci sono questioni di cui bisogna farsi carico, dal ristoro degli azionisti frodati alla questione occupazionale. Ma è importante sottolineare che in poco più di un mese e mezzo, non solo il decreto è stato convertito in legge, ma sono stati nominati i commissari straordinari che stanno lavorando al nuovo piano industriale, gettando così le basi per il rilancio dell’Istituto.

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"Il mio auspicio - aggiunge - è che davvero la banca possa diventare un soggetto attrattore di altri Istituti, per la nascita di quella Banca del Sud chiamata a superare gli squilibri nell’accesso e nel costo del credito con le regioni del nord. I dettagli che ogni giorno emergono dall’inchiesta non fanno altro che rendere ancora più grave e inquietante il quadro delle responsabilità. Sarà naturalmente la magistratura a doverli accertare, ma oggi è una giornata importante, perché la Popolare può finalmente tornare a pensare al suo futuro" conclude Losacco.

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