Economia

I ristoratori baresi si adattano alle norme della 'Puglia zona arancione': clienti serviti all'esterno e gazebo inutilizzati

Solo l'asporto è previsto fino a dicembre per bar e ristoranti con il nuovo dpcm, entrato in vigore oggi. In molti chiedono maggiore chiarezza sulle norme

Tavolini all'ingresso dei bar per sbarrare l'ingresso e servire i clienti all'esterno, scritte su fogli stampati che ricordano che l'unico servizio disponibile è l'asporto, bidoncini della spazzatura pieni di bicchieri in carta e polistirolo. Poche persone in coda davanti ai locali per ordinare caffè e cornetti da portare via e negozi quasi completamente vuoti. È il ritratto del quartiere murattiano di Bari nel giorno di avvio del nuovo dpcm, che obbliga a bar e ristoranti al solo servizio di asporto e consegna a domicilio, essendo la Puglia in 'zona arancione'. 

Diverse le restrizioni che saranno così attive fino a dicembre, dal coprifuoco alle 22 fino al divieto di spostaemento tra comuni o regioni. Una sorta di mini lockdown, visto che le uniche deroghe sono per 'comprovate motivazioni di lavoro, salute o altre urgenze'. E il settore ristorazione anche nel capoluogo si è dovuto adattare: i clienti possono quindi avvicinarsi all'ingresso o in alcuni casi entrare uno alla volta per vedere i prodotti da acquistare - accade ad esempio nelle pasticcerie - ordinare, pagare e aspettare fuori la consegna. "In mezza giornata ci siamo organizzati per cercare di sopravvivere e continuare a lavorare ma forse sarebbe stato meglio chiudere" dice qualcuno, mentre in tanti lamentano "poca chiarezza nelle norme". Le principali vie della movida barese sono quasi deserte, i gazebo sulle strade pedonali sono chiusi con sedie e tavoli accatastati e molti locali hanno deciso di non aprire affatto.

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