Imposte comunali: Bologna, Roma e Bari tra le città più colpite

Sindaci costretti ad aumentare il prelievo fiscale a causa dei tagli ai trasferimenti: a Bari -47%, pari a 55,1 milioni di euro in meno. Decaro: "Tutelate le fasce deboli"

Assieme a Bologna, Roma e Genova, Bari è tra le quattro città italiane in cui si registrano le tasse comunali più alte. É quanto emerge da uno studio condotto dalla CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre), che ha calcolato il prelievo che una famiglia tipo di 3 persone dovrà subire quest’anno per onorare il pagamento della Tari (la nuova tassa sui rifiuti), della Tasi (il tributo sui servizi indivisibili) e dell’addizionale comunale Irpef.
 
Nel caso di un’abitazione di tipo civile A2, è il Comune di Bologna a praticare il livello di tassazione medio più elevato tra le grandi città d’Italia: per l’anno in corso, il peso economico è pari a 1.610 euro. Seguono Genova, con 1.488 euro, Bari, con 1.414 euro e Milano, con 1.379 euro.
 
Se, invece, l’analisi viene realizzata su un’abitazione di tipo economico A3 (che è di minor pregio rispetto all’immobile preso in esame nel caso precedente), a balzare al primo posto di questa speciale graduatoria è Roma, con 1.100 euro. Seguono Bari, con 1.079 euro, Napoli, con 1.000 euro e Genova, con 961 euro.
 
"Il forte aumento dalla tassazione comunale registrato in questi ultimi anni – spiega il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – è da addebitare, in particolar modo, ai pesantissimi tagli ai trasferimenti che lo Stato centrale ha praticato nei confronti degli enti locali. Tra il 2010 e il 2014, i Sindaci di Bologna, Roma e a Bari hanno subito una sforbiciata delle risorse del 48 per cento: Milano del 63 per cento e Venezia addirittura del 66 per cento. Con questi tagli i Comuni sono stati obbligati a ridurre i servizi e ad aumentare le tasse locali, penalizzando soprattutto le famiglie meno abbienti".
 
Tra le tasse comunali, la Tari colpisce in particolare al Sud, (spesso a fronte di un servizio di raccolta dei rifiuti non proprio “impeccabile”): per un’abitazione di tipo civile A2, una famiglia di 3 persone residente a Cagliari paga quest’anno 653 euro. A Napoli 522 euro e a Palermo 497 euro.
 
La città più penalizzata dai tagli ai trasferimenti è stata Venezia: tra il 2010 e il 2014 il taglio è stato del 66 per cento (- 63,8 milioni di euro).Tra le grandi città vanno segnalati i casi di Milano, che ha “patito” una riduzione del 63 per cento (- 317,7 milioni di euro) e di Roma, con una contrazione del 48 per cento (-667 milioni di euro). Altrettanto pesanti le situazioni maturate a Bologna (-48 per cento, pari a 72 milioni di euro in meno), a Bari (-47 per cento, pari a 55,1 milioni di euro in meno), a Torino (-43 per cento, pari a 158,9 milioni di euro in meno), a Genova (-43 per cento, pari a 110,8 milioni di euro in meno), a Napoli (-31 per cento, pari a 199,6 milioni di euro in meno) e a Palermo (- 33 per cento, pari ad un taglio di 114 milioni di euro).
 
I calcoli dello studio dell CGIA sono stati effettuati tenendo conto di una famiglia composta da 2 genitori che lavorano, con un reddito annuo di 22.000 euro ciascuno e un figlio a carico. Le tipologie abitative prese in esame sono state 2: un’abitazione di tipo civile (categoria catastale A2) e un’abitazione di tipo economico (categoria catastale A3). In entrambi i casi i calcoli sono stati effettuati sulla base della rendita catastale e della superficie abitativa media presente in ogni Comune capoluogo di Regione

In merito alla questione è intervenuto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che tramite una nota ha diffuso alcune precisazioni sull'aliquota Tasi.

"La TASI è l'imposta che ha sostituito i trasferimenti statali che coprivano il mancato gettito dell'IMU per le abitazioni principali. Dal 2010 al 2014 il Comune di Bari ha subito un taglio di trasferimenti dello stato del 48%, così come certifica la stessa CGIA nel suo studio -ha detto Decaro.- Le somme complessive che recupereremo con la TASI erano già stato praticamente impegnate prima della approvazione del bilancio e prima dell'insediamento della attuale amministrazione.Abbiamo indicato l'aliquota del 3,3 per mille perché si è deciso di applicare la TASI solo sulla prima casa e non sugli immobili commerciali e produttivi delle aziende che vivono già una situazione di forte crisi.

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Il Comune di Bari è l'unico comune d'Italia che ha previsto forme di esenzione e di detrazione tenendo conto del reddito ISEE e non la rendita catastale perché l'ISEE è maggiormente rappresentativo della reale condizione socio- economica del nucleo famigliare.  Nonostante questo, siamo riusciti comunque a tutelare le fasce deboli. È stata introdotta l' esenzione totale per i soggetti con reddito ISEE non superiore a 10.000,00 euro e una detrazione  di 100,00 euro per i redditi ISEEE fino a 15.000,00 euro.  Abbiamo inoltre avviato un piano di riduzione della spesa che, in assenza di ulteriori tagli, ci permetterà l'anno prossimo una riduzione delle tasse"

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