Economia

Nessuna variazione Imu e Tari simile a quella dello scorso anno: il Comune progetta il prossimo bilancio di previsione

Un equilibrio finanziario minato dall'emergenza Covid anche per quest'anno. Il Comune intende orientare la politica fiscale cittadina conciliando "il livello di pressione fiscale locale con le esigenze del civico bilancio"

Nessun aumento per l'Imu e "determinare le tariffe 2021 in misura convergente a quelle stabilite per il 2020" per la Tari: è quanto afferma il Comune per la programmazione del bilancio e delle tasse per il 2021/2023, illustrata questo pomeriggio dall'assessore cittadino Alessandro D'Adamo.

Un equilibrio finanziario minato dall'emergenza Covid anche per quest'anno. Il Comune intende orientare la politica fiscale cittadina conciliando "il livello di pressione fiscale locale con le esigenze del civico bilancio, perseguendo l’ottica di una equilibrata determinazione del carico tributario verso i cittadini e le imprese, soprattutto per il primo anno di programmazione, ovvero il 2021, nel quale è più che ragionevole prevedere ulteriori ripercussioni negative sull’intero tessuto sociale e, in particolare, sull’economia insediata messa a dura prova dalle numerose misure restrittive finalizzate a fronteggiare i contagi".

Per quanto riguarda l'Imu, spiega D'Adamo," ritenendo di confermare le aliquote e le detrazioni approvate per il 2020, la previsione di gettito per il triennio 2021/2023 è sostanzialmente pari alla somma delle previsioni 2020, assicurando parità di pressione fiscale rispetto agli esercizi precedenti, con la sola eccezione del 2021 per il quale l’iscrizione in bilancio risulta prudenzialmente ridotta in misura pari al ragionevole e prevedibile calo di riscossioni conseguenti alla perdurante emergenza Covid-19 e alla quota di gettito sostituita da specifici ristori previsti con le recenti manovre di finanza pubblica in favore di particolari categorie di contribuenti, tra i quali ad esempio quella relativa all’esenzione della prima rata IMU 2021 per i seguenti settori: immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali; immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed and breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate; immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni; immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate".

Per quanto riguarda la Tari, rimarca Palazzo di Città, "si sta tentando di dattraverso il ricorso alle risorse derivanti dalla fiscalità generale del Comune, come previsto dal comma 660, articolo 1, della Legge n. 147 del 27 dicembre 2013, da individuarsi, ove possibile, anche nell’ambito dei fondi assegnati dal Governo. In ogni caso, poiché il sistema tariffario TARI è condizionato dalle risultanze del Perin corso di predisposizione da parte di AmiuPuglia Spa, sarà necessario attendere la validazione di Ager Puglia per poter comprendere i limiti di azione entro i quali poter agire in un ottica di effettivo contenimento delle tariffe."

Per l'addizionale Irpef, invece, è previsto un gettito coerente "con l'andamento srotico del tributo", seppur con un calo legato alla crisi Covid. Per quanto riguarda i fondo di solidarietà comunale, per effetto delle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2021, il Comune di Bari potrà contare su un incremento di tale entrata di circa 2,5 milioni di euro rispetto alla definitiva assegnazione del 2020. Di tale incremento, circa 2 milioni di euro sono destinati allo sviluppo e all’ampliamento dei servizi sociali comunali. Complessivamente, il fondo disponibile nel 2021 ammonta a 46,7 milioni di euro. Assicurato, inoltre, il 100% di turnover per il personale, nell'ottica triennale. 

"Anche con la programmazione 2021/2023  - sottolinea infine Adamo - non è previsto il ricorso all’accensione di nuovi prestiti a titolo oneroso per il finanziamento dei numerosi interventi presenti nel programma triennale delle opere pubbliche. Per cui, per il sesto anno consecutivo, al finanziamento dei principali lavori pubblici sul territorio cittadino si è previsto di ricorrere unicamente con risorse dell’ente, costituite prevalentemente dai proventi delle concessioni edilizie, dai ricavi di alienazione e dalla devoluzione di mutui già concessi in esercizi precedenti e non interamente utilizzati, nonché dai numerosi trasferimenti da parte di altre pubbliche amministrazioni".

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