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Borse di studio, gli studenti chiedono più risorse: "La Regione finanzi un secondo bando"

L'amministrazione regionale pronta a stanziare fondi aggiuntivi per compensare i 'tagli' operati dal governo centrale, ma le associazioni studentesche chiedono che siano sufficienti ad emanare anche un secondo bando

Sit-in, assemblee e una petizione, che ha già raccolto numerose adesioni, per chiedere a governo e regione più fondi per il diritto allo studio. Al centro della protesta degli studenti, la revisione dei parametri Isee per l'assegnazione delle borse di studio, che in Puglia ha comportato - denunciano le associazioni studentesche Link e Rete della Conoscenza - l'esclusione di 4.668 ragazzi.

Nei giorni scorsi, dalla Regione sarebbe arrivata la disponibilità a stanziare fondi aggiuntivi, per consentire la copertura totale del bando A.Di.S.U. Ma gli studenti lanciano un nuovo appello, affinchè quelle risorse aggiuntive siano tali da consentire anche l'apertura di un secondo bando.

"Ci auspichiamo - spiega - Sara Ingrosso, rappresentante di Link in Consiglio di Amministrazione A.Di.S.U. Puglia -che le risorse regionali individuate, siano sufficienti non soltanto a garantire la copertura totale del Bando A.Di.S.U. ormai concluso, ma anche per emanare un secondo bando che neutralizzi l’impatto negativo della manovra ministeriale: 5 milioni garantirebbero la copertura totale, ma potrebbero non bastare ad annullare gli effetti del ricalcolo dei parametri ISEE e ISPE, che hanno escluso 4668 studenti pugliesi".

"Crediamo - proseguono gli studenti di Link e Rete della Conoscenza - che l’investimento di maggiori risorse da parte della Regione Puglia sia un importante passo avanti verso la tutela effettiva del diritto allo studio, in netta controtendenza con l’atteggiamento del Governo e del Miur che non hanno predisposto ancora nessuna soluzione per risolvere l’emergenza dell’espulsione di migliaia di studenti dall’accesso a borse di studio e dell’assenza di finanziamenti adeguati.

"Pertanto – dichiara Nunzio Nardulli, portavoce della Rete della Conoscenza Puglia - ci auspichiamo che la Regione Puglia, e anche le altre Regioni, adempiano al più presto al proprio dovere di garantire il diritto allo studio altrimenti negato e che questo spinga il Governo a ripensare le sue posizioni all’interno della Legge di Stabilità, rifinanziando il diritto allo studio e adottando al più presto delle soluzioni per gli studenti danneggiati dal nuovo ISEE".

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