Economia

Bridgestone: accordo sulla produzione, stabilimento fermo nei fine settimana

Accolta la richiesta dei sindacati di aumentare i volumi produttivi, ma per tagliare i costi si lavorerà soltanto dal lunedì al venerdì. Sul tavolo anche incentivi alla mobilità volontaria

Sì alla richiesta dei sindacati di aumentare i volumi produttivi previsti per il 2014. La trattativa per la vertenza Bridgestone di Modugno segna un altro piccolo passo in avanti. Nel nuovo vertice tenutosi ieri presso la sede barese di Confindustria, i lavoratori hanno incassato l'ok dell'azienda alla proposta di aumentare il numero di pneumatici da produrre per il prossimo anno, fissando un tetto massimo di 2 milioni e 200mila unità, contro il milione e 800mila inizialmente previsto.

In ogni caso, un taglio consistente rispetto all'attuale volume di 5 milioni all'anno. Ma inevitabile, se si ricorda che sin dall'inizio delle trattative l'azienda ha insistito molto sulla riduzione dei costi. Che porterà, secondo quanto stabilito nel corso dell'incontro di ieri, anche ad un nuovo modello organizzativo per la fabbrica di Modugno: non più produzione sette giorni su sette, ma turni di lavoro distribuiti dal lunedì al venerdì, con lo stabilimento fermo durante i fine settimana. Questo comporterà, inevitalmente, un maggior ricorso alla cassa integrazione, in parte però compensato dall'aumento dei volumi produttivi strappato dai sindacati, che si dicono cautamente ottimisti: “La trattativa sembra convergere nella direzione giusta - dichiara il sindacalista Vincenzo Ingrosso - con una partenza per il 2014 di un volume produttivo superiore al 1.800.000   ci sentiamo leggermente più sollevati, significherà dunque fare meno giorni di CIGO". "Certo la nostra  sopravvivenza - conclude - dipenderà dal mercato del pneumatico, ma siamo ottimisti”.

Al tavolo delle trattative l'azienda ha portato ieri anche un'altra proposta, relativa agli incentivi alla mobilità volontaria. Un aspetto, questo, che sarà meglio discusso nei prossimi incontri, fissati per il 9 e 16 luglio. In quei giorni infatti l'azienda, sulla base degli ultimi accordi raggiunti, dovrebbe finalmente presentare il nuovo piano industriale, in funzione del quale i sindacati potranno valutare tempi e modi del ricorso agli ammortizzatori sociali.

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