Dal bullismo al mobbing, l'allarme della Cisl: "Su dieci vittime sette sono donne"

I dati presentati nel corso dell'incontro 'Bullismo oggi, mobbing domani. Capire per tutelarsi nella società che cambia', che ha visto la partecipazione del sottosegretario all'Istruzione Angela D'Onghia

Bullismo e cyberbullismo tra i più giovani, mobbing nel mondo del lavoro. Due fenomeni allo stesso modo preoccupanti e odiosi, contro i quali occorre mettere in atto misure efficaci, a cominciare dalle attività di comunicazione e sensibilizzazione. Se ne è parlato oggi a Bari, nel corso dell'incontro 'Bullismo oggi, mobbing domani. Capire per tutelarsi nella società che cambia', organizzato dalla Cisl Bari nell'istituto 'Elena di Savoia'.

L'evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, della senatrice Angela D'Onghia, sottosegretario all'Istruzione. "L’evoluzione del bullismo è il cyberbullismo. La legge partita dal senato, poi alla camera era stata modificata con riferimenti penali. Non vogliamo questo, perché così si allontanerebbero di più i ragazzi dalla scuola. Noi vogliamo che la scuola possa dare ammonimenti e insieme alle famiglie portare i ragazzi sulla buona strada. La scuola ha il compito di educare", ha detto D'Onghia. "Speriamo – ha aggiunto - che in quarta lettura la legge abbia un iter veloce alla camera, perché c’è grande bisogno, e i dati sono allarmanti. La metà dei ragazzi italiani hanno subito bullismo o cyber bullismo, quest’ultimo ancora più pericoloso e difficile da individuare. I ragazzi lo tengono nascosto. Ad essere preoccupata oggi, deve essere tutta la società e non solo le famiglie. Mobbing e bullismo vanno affrontati riportando i valori sani nel percorso di vita di ciascuno di noi. Dobbiamo essere più educati, avere rispetto pe le persone e per le cose e, ripartire dall’amore di stare insieme e volerci bene".

Daniela Fumarola, segretaria generale Cisl Puglia, ha spiegato: "Al prossimo congresso confederale poniamo il lavoro e la persona al centro del dibattito. Persona significa rispetto della sua dignità. Pensiamo che la persona debba potersi realizzare sapendo di poter contare su un tessuto sociale che non la metta a rischio. Questi fenomeni annientano le persone. Abbiamo il dovere di proteggerle nella comunità e nel lavoro".

"Il bullismo e le sue forme più evolute come il cyberbullismo, che trovano nella rete il peggior campo di applicazione, per il 72% dei ragazzi rappresenta la maggior minaccia del nostro tempo. Anche qui a Bari è percepito come un pericoloso disagio collettivo e come un pericolo più grave della tossicodipendenza, della molestia da parte di un adulto o del rischio di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile. Bari non è risparmiata da questi fenomeni che ne minano futuro e convivenze. In linea con il nostro terreno di impegno, al centro del quale ci sono la persona e il lavoro, alla vigilia della stagione congressuale abbiamo voluto un momento di confronto che metta in relazione due facce della stessa medaglia: mobbing e bullismo sono espressioni di una società in cui, di fatto, sono dominanti i valori della sopraffazione e dell'arbitrio del più forte sul più  debole. E se cerchiamo di individuare i germogli del mobbing non è difficile trovarli nel bullismo. Chi fa mobbing, prima è stato un bullo, molto probabilmente. Tali modi di pensare e di conseguenza di comportarsi, sembrano avere un ruolo importante nella determinazione di una personalità patologica come quella borderline e vengono mantenuti anche in età adulta. Davanti a questo scenario un'organizzazione sindacale non può rimanere in silenzio né alla finestra", ha sottolineato il segretario generale della Cisl di Bari, Giuseppe Boccuzzi.

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"Ogni 10 vittime di bullismo e mobbing, 7 sono donne e nel mobbing la prime vittime sono le lavoratici che decidono di diventare mamme", ha rimarcato Tonia Sinisi, che guida il Coordinamento Donne della Cisl di Bari. "La promozione del lavoro femminile- continua la coordinatrice -passa anzitutto attraverso la rimozione degli ostacoli, la parità di trattamento e la tutela contro le discriminazioni. E tra gli ostacoli, appunto, mobbing e bullismo scatenano una subdola violenza che escludere dal contesto sociale e lavorativo la donna come soggetto protagonista. Con questa iniziativa vogliamo schierare, in modo deciso, la Cisl in una trincea fatta di analisi e denunce per un cambio culturale c he attraverso una forte opera di sensibilizzazione renda efficace quel cambio culturale vera garanzia di prevenzione nelle comunità educative come anche nei luoghi di lavoro, dove ci sono padri e madri potenziali vittime di mobbing come figli potenziali vittime di bullismo". "Prevenzione, per noi sindacaliste - ha concluso - significa anzitutto consapevolezza. Ma sia chiaro, nessun indennizzo può ripagare vessazioni e umiliazioni derivanti da mobbing e bullismo".
 

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