Le restrizioni Covid affossano la vendita dell'olio pugliese degli agriturismi: "Danneggiate 164 masserie nel Barese"

Il blocco dei collegamenti aerei con l'estero, come denunciato da Coldiretti - Terranostra Puglia, ha ridotto anche la presenza turistica degli americani, attirati proprio dall'olio d'oliva

Le restrizioni legate alla diffusione del Coronavirus stanno impattando negativamente sul settore agrituristico pugliese e, soprattutto, sull'olio di qualità. A confermarlo sono i dati dell'Istat, che parlano di un volume d'affarsi pari a 22 milioni di euro all'anno per le aziende che coniugano produzioni locali. Tra queste, secondo i dati di Coldiretti - Terranostra Puglia, ce ne sono anche 164 nella provincia di Bari. Tutte le aziende di questo tipo in Puglia vedono presenze annue registrate di circa 850mila persone.

Un danno derivato anche dallo stop ai collegamenti con l'estero, visto che l'olio d'oliva pugliese è tra le principali attrative soprattutto per i turisti statunitensi. "Per il mercato americano - spiega Filippo de Miccolis Angelini, presidente dell'associazione agrituristica Terranostra Puglia  - fa rabbia pensare a quanto sta accadendo" anche per il fatto che l'ultima annata è stata giudicata estremamente positiva per qualità e quantità dell'olio prodotto, che però ha avuto un crollo nelle vendite.

Le restrizioni dovute al diffondersi del Coronavirus e le incertezze sul futuro del comparto turistico stanno provocando gravi conseguenze al settore agrituristico in Puglia: secondo le stime Istat, è pari a 22 milioni di euro il volume d'affari annuale delle aziende che coniugano produzioni locali, come l'olio di qualità, alla ricettività e alla ristorazione. I dati sono elaborati da Coldiretti - Terranostra Puglia. Il Salento potrebbe essere il più colpito, considerato che è in testa alla classifica regionale per numero di strutture: sulle 876 totali, ne conta 360. In provincia di Bari ce ne sono 164, segue Foggia con 132, Brindisi con 108, Taranto con 84 e Bat con 28. Le presenze annue registrate sono all'incirca 850.000.
 Un danno aggravato dallo stop ai collegamenti con l'estero.
 Tra le principali attrattive, soprattutto per i turisti statunitensi, c'è l'olio d'oliva pugliese. In una annata giudicata dagli esperti estremamente positiva per qualità e quantità, le vendite sono crollate, soprattutto le grosse forniture alle strutture ricettive: "Per il mercato americano - spiega Filippo de Miccolis Angelini, presidente dell'associazione agrituristica Terranostra Puglia e titolare dell'agriturismo Masseria Salamina di Pezze di Greco (Brindisi), produttore di olio - fa rabbia pensare a quanto sta accadendo.
 L'olio veniva avvertito come un prodotto importante per la dieta. C'erano ospiti ogni giorno per visite, degustazioni. Ora è tutto chiuso, ci aggrappiamo alle consegne a domicilio e ai virtual tour".

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