"Cambia terra. Politiche agricole, welfare e partecipazione per la riduzione della povertà nelle aree rurali”

Lunedì 20 novembre , ore 10.00, Palazzo della Città Metropolitana di Bari – Sala giunta,Lungomare Nazario Sauro, 29

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Indagare la relazione tra politiche agricole, politiche sociali e partecipazione nelle aree rurali interessate da fenomeni di sfruttamento lavorativo agricolo per migliorare le condizioni di vita delle comunità locali: è questo il tema del confronto “Cambia Terra. Politiche agricole, welfare e partecipazione per la riduzione della povertà nelle aree rurali” che si terrà lunedì 20 novembre presso il Palazzo della Città Metropolitana di Bari. Organizzato da ActionAid a conclusione del progetto “Cambia Terra. Pratiche di resilienza per le donne impiegate in agricoltura nell’area metropolitana di Bari” il dibattito, che sarà moderato dalla giornalista di Presadiretta Elena Stramentinoli, vedrà la partecipazione di Giuseppe Valenzano - Consigliere metropolitano delegato alla Promozione e coordinamento dello sviluppo sociale, Leonardo Di Gioia - Assessore regionale alle politiche agricole, Gianluca Nardone - Direttore Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, Francesca Zampano -Dirigente Politiche del benessere sociale e Assessore al Welfare della Regione Puglia e Pierpaolo Pallara - Consulente Agriconsulting. L’obiettivo di Cambia terra, realizzato in partenariato con Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà, è stato quello di promuovere l’inclusione sociale e la riduzione della povertà delle donne braccianti nei Comuni di Bari, Adelfia, Noicattaro e Rutigliano. Fra le attività realizzate: la ricerca “Donne, Madri, Braccianti”, che restituisce una fotografia multidimensionale della situazione lavorativa, sociale ed economica delle donne braccianti della provincia barese; l’AgriLab, ovvero un percorso che ha coinvolto 15 donne, pensato con l’obiettivo di far emergere i bisogni e le necessità delle lavoratrici impiegate in agricoltura per elaborare e attuare delle azioni finalizzate al miglioramento della propria condizione; il Patto di collaborazione “La buona terra: legami di prossimità” fra il Comune di Adelfia (BA) e 15 donne braccianti del progetto Cambia Terra, ActionAid, Auser Rutigliano, la Cooperativa Sociale Occupazione e Solidarietà, il Presidio Libera Adelfia, la Parrocchia Immacolata, la Parrocchia San Nicola di Bari, l’Associazione Solidaria, l’Azione cattolica, l’Agesci e il Gruppo CISOM. Il Patto, in particolare ha portato alla sperimentazione di sistemi di welfare locale in grado di contrastare povertà e sfruttamento delle braccianti impiegate in agricoltura come l’estensione del servizio di nido alle prime ore del mattino (criterio preferenziale nel nuovo capitolato per l’affidamento del servizio del Comune di Adelfia) e l’arricchimento dell’offerta dei servizi di cura per minori attraverso il campo estivo “Raccontami un’altra storia”, che si è tenuto nel mese di agosto presso la Masseria della Madonna di Rutigliano. Partendo da quanto emerso lungo il percorso di Cambia terra, l’iniziativa del 20 novembre intende contribuire al dibattito sulla necessaria integrazione tra politiche agricole, sociali e partecipazione come primo passo da compiere per costruire il cambiamento. “Cambia Terra ha contribuito a disegnare un micro-sistema per il miglioramento delle condizioni di vita nei contesti rurali. Un processo delicato e complesso che dialoga con pezzi di comunità impegnati nel dare concretezza al tema della corresponsabilità che tanto i fenomeni di sfruttamento femminile chiamano in causa - ha dichiarato Grazia Moschetti, Referente Territoriale di ActionAid a Bari - Ci auguriamo che venga presto costruito uno spazio di confronto e azione per le comunità rurali, come strutturato dai Protocolli sperimentali di contrasto al caporalato, in modo da favorire quel processo aperto in cui enti locali, comunità organizzata, imprenditrici e lavoratrici agricole possano elaborare insieme proposte coerenti con lo sviluppo rurale così come disegnato nella Programmazione regionale”.

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