Venerdì, 24 Settembre 2021
Economia

Capodanno senza veglioni in ristoranti e agriturismi, Coldiretti stima l'impatto sul settore: "Un crack da 40 milioni in un solo giorno"

Le previsioni dell'associazione per questo San Silvestro segnato dalle restrizioni Covid: circa 500mila i pugliesi che lo scorso anno hanno festeggiato la fine dell'anno in ristoranti, alberghi e agriturismi, con una spesa media di 80 euro a persona

Sono quasi 500mila i pugliesi che lo scorso anno hanno scelto ristoranti, alberghi e agriturismi per la notte di San Silvestro, quest'anno vietati a causa delle restrizioni Covid. Uno stop che per il settore comporterà "un crack di circa 40 milioni di euro in un solo giorno". A fornire numeri e stime è la Coldiretti Puglia: "E' saltato un appuntamento che – sottolinea la Coldiretti regionale - per molte realtà della ristorazione faceva registrare il picco degli incassi durante l’anno, con un spesa media che lo scorso anno ha superato gli 80 euro per persona".

Nonostante la boccata di ossigeno rappresentata dall’asporto e dalla consegna a domicilio – aggiunge Coldiretti Puglia - il taglio delle spese di fine anno a tavola rischia di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari dei pugliesi che nel 2020 scendono al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per la ristorazione che dimezza il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di oltre 3,5 miliardi di euro nel 2020 con la chiusura di circa 22mila ristoranti, bar, ristoranti, pizzerie e 875 agriturismi in Puglia. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – continua la Coldiretti regionale – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti Puglia – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

"Uno scenario di crisi che grava soprattutto sulla ristorazione che porterà a fine anno ad una perdita di fatturato per la filiera agroalimentare di oltre 700 milioni di euro solo per i mancati acquisti in cibi e bevande da parte della ristorazione", afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Il crollo della ristorazione – sottolinea la Coldiretti – non è compensato dai maggiori consumi alimentari casalinghi con la spesa media degli italiani per il cenone di fine anno che scende a 65 euro in media a famiglia, con un crollo del 32% rispetto allo scorso anno secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Le famiglie costrette a casa dal lockdown riscoprono il piacere della cucina anche con una maggiore attenzione a giornali, tv e ai tutorial sulle ricette che spopolano sul web per l’importante appuntamento. Un aiuto in tale direzione è venuto dai cuochi contadini di Terranostra e Campagna Amica, che hanno creato una serie di corsi on line dove vengono spiegati trucchi e segreti della tradizione contadina.

Si registra a Capodanno una netta riduzione dei commensali con una media di meno di 4 persone (3,7) sedute a tavola contro le 9 dello scorso anno. Più di tre italiani su quattro (76%) secondo la Coldiretti dichiarano di aver rinunciato a vedere i parenti durante le feste di fine anno per rispettare le norme in vigore che prevedono il limite per far visita nella propria abitazione di non più di due persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni e anche con le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Anche per questo quasi un italiano su due (47%) si dice pronto a denunciare di persona alle forze dell’ordine eventuali comportamenti scorretti come feste con tanti ospiti, veglioni abusivi o party clandestini per le feste di fine anno perché si pensa possano mettere in pericolo i risultati degli sforzi fatti. L’indagine Coldiretti/Ixe’ evidenzia peraltro un 23% che dichiara di voler decidere sul momento se denunciare oppure no, a fronte di un 30% che, invece, non intende rivolgersi alle forze dell’ordine anche se i vicini violano le regole.

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