Cgil, Cisl, Uil del territorio metropolitano di Bari: chiesta al prefetto task force di valutazione delle emergenze per le aziende che chiedono aiuto

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

CGIL, CISL, UIL metropolitane di Bari, hanno incontrato in video conferenza il prefetto di Bari Dott.ssa Antonella Bellomo. I Segretari Generali confederali Gigia Bucci per la Cgil Bari, Giuseppe Boccuzzi per la Cisl Bari-BAT e Franco Busto per la Uil Puglia Bari, hanno avuto la necessità di affrontare la tematica delle richieste che alcune aziende del territorio, pur escluse dall’ultima revisione dell’allegato del DPCM del 22 marzo u.s., che ha codificato in maniera ancora più stringente l’elenco delle attività ammesse alla continuità produttiva, stanno avanzando nei confronti della locale Prefettura per la prosecuzione delle attività produttive che si dichiarano in continuità con la filiera delle attività di cui è stata autorizzata la prosecuzione. Un confronto molto costruttivo che si articolerà all’interno di una task force di monitoraggio, con vari soggetti istituzionali insieme alle organizzazioni sindacali, la quale tornerà periodicamente a riunirsi per analizzare e valutare le richieste che perverranno dalle aziende interessate, valorizzando al massimo un confronto endo-aziendale con le rappresentanze sindacali, che coadiuveranno le Segreterie di categoria dei vari settori e le Segreterie confederali, nell’esprimere valutazioni sulle richieste avanzate dalle aziende, che laddove ritenute valide, diano assolutamente garanzie per tutti gli interventi necessari per la tutela e sicurezza degli occupati nelle aziende che proseguiranno l’attività. “E’ un momento difficilissimo per il Paese e per il mondo del lavoro – dichiarano i tre Segretari generali, Bucci, Boccuzzi e Busto – il sistema delle imprese che è chiamato a garantire le attività essenziali per la collettività, deve assumere un grande senso di responsabilità nel limitare al massimo le produzione allo stretto necessario, dando la possibilità di abbassare le possibilità di contagio tra i lavoratori e, laddove operanti, garantire la maggiore efficacia in termini di assoluta tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, tenuto conto delle esigenze di natura produttiva e lavorativa”.

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