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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Economia

Cgil e Uil verso lo sciopero generale, sabato manifestazione con Landini a Bari: "In piazza contro una manovra inadeguata"

Appuntamento l'11 dicembre in piazza Prefettura, in vista della mobilitazione per il 16. I segretari di Cgil e Uil Puglia, Gesmundo e Busto: "I provvedimenti presi sembrano ignorare la condizione in cui vive la maggioranza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, così come dei giovani"

Una manovra economica ritenuta "ingiusta e inadeguata", che "penalizza soprattutto il Sud": Cgil e Uil dichiarano lo sciopero generale per il prossimo 16 dicembre, e la Puglia è pronta "a dare il suo contributo alla mobilitazione". In vista dello sciopero, infatti, sabato prossimo, 11 dicembre, si terrà in piazza Prefettura a Bari una manifestazione indetta dalle segreterie regionali dei due sindacati con la partecipazione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

"I provvedimenti di natura economica e sociale presi - spiegano i segretari generali di Cgil e Uil della Puglia, Pino Gesmundo e Franco Busto - sembrano ignorare la condizione in cui vive la maggioranza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, così come dei giovani afflitti da un precariato che colpisce oggi e nel futuro, perché impedisce di costruire un percorso previdenziale degno".

Perché - dicono i sindacati - non c’è solo il fisco tra i temi alla base della vertenza che contrappone il sindacato al Governo, "anche se lamentiamo un intervento che non è strutturale e non va nella direzione della progressività. Si concedono minimi benefici economici alle fasce di reddito più basse, di contro c’è un’inflazione e un aumento generalizzato dei prezzi che sta erodendo i redditi da lavoro e pensioni, tra i più bassi d’Europa", ricordano Gesmundo e Busto. "Fino alla scelta incomprensibile da parte delle forze politiche di destra di bloccare gli sgravi per i redditi oltre i 75 mila euro da utilizzare per attenuare il rincaro delle utenze. Un segnale anti sociale che sostenendo redditi più alti, cioè maggiormente presenti nelle aree più ricche del Paese, non fa che aumentare anche i divari territoriali".

Così come sulle pensioni "si è scelto di non aprire un confronto strutturale di riforma del sistema, c’è un pieno ritorno alla riforma Fornero senza riconoscimento del carico del lavoro di cura delle donne, che impedisce loro di accedere in primis al lavoro, come dimostrano i dati Istat, e poi alla pensione o comunque di averla poverissima, per via del lavoro intermittente o part time. Una riforma che chiediamo anche alla luce dell’attuale struttura del mercato del lavoro, dove non si immagina nulla per frenare un precariato che è il marchio distintivo anche di questa ripresa. Il Pil cresce ma il lavoro rimane a tempo determinato, quasi sempre povero per via delle tante forme di accesso precario legiferate in questi anni. Cosa che spinge tanti giovani soprattutto al Sud a scegliere di emigrare".

Sono le ragioni, concludono i segretari di Cgil e Uil della Puglia, "a intensificare la mobilitazione, giudicando in adeguata e socialmente ingiusta la manovra economica. Da un lato stiamo lavorando affinché gli investimenti legati al Pnrr e ai fondi strutturali creino nuovo sviluppo nel Mezzogiorno, spingendo su colmare divari territoriali e sociali, dall’altro si predispone una legge di bilancio che non tiene conto delle condizioni che vivono i lavoratori, i pensionati, le regioni del Sud, e anzi rischiano di aggravare le situazioni di contesto. Un controsenso contro il quale chiamiamo tutti i cittadini a sostenere le nostre rivendicazioni e a partecipare alle nostre iniziative".

(foto di repertorio)

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