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La Cgil presenta a Bari i 4 referendum sul lavoro, avviata la raccolta firme: "Più tutele e superamento della precarietà"

All'Università l'incontro per lanciare anche in Puglia la campagna referendaria partita a livello nazionale lo scorso 25 aprile. Bucci: "Quattro quesiti per liberare il lavoro dallo sfruttamento e renderlo più sicuro"

Quattro quesiti per "liberare il lavoro dallo sfruttamento, renderlo più stabile e sicuro, e più tutelato". Gigia Bucci, segretaria della Cgil Puglia, sintetizza così gli obiettivi della campagna referendaria lanciata dal sindacato a livello nazionale lo scorso 25 aprile (con il via alla raccolta delle 500 mila firme necessarie per portare i referendum al voto) e presentata oggi a Bari, nel corso di un incontro nell'aula Starace del Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Bari. Accanto a Bucci, i docenti di Diritto del Lavoro dell’Uniba, Roberto Voza e Vincenzo Bavaro, che hanno lavorato con l’Ufficio Giuridico della Cgil nazionale alla stesura dei quesiti referendari. 

"Questa - ha detto Bucci - è una campagna referendaria che parte dalla necessità di riattivare la partecipazione democratica delle persone nei luoghi di lavoro, nei territori, dei cittadini e delle cittadine per liberare il lavoro ormai da una condizione di sfruttamento e precarietà. Abbiamo avviato la raccolta firme anche in Puglia e sono già tantissime le adesioni". Dei quattro quesiti, ha spiegato la segretaria della Cgil Puglia, " due riguardano il tema dei licenziamenti illegittimi e la necessità di omologare il trattamento per il reintegro dei lavoratori in caso di licenziamenti illegittimi, sia per quanto riguarda la data di assunzione", con la cancellazione delle norme sui licenziamenti del Jobs Act, "sia per quanto riguarda le dimensioni dell'impresa, quindi in relazione alle imprese con meno di 15 dipendenti". "Il terzo quesito riguarda il superamento della precarietà", che mira a limitare il ricorso dei contratti a termine a casi specifici e temporanei. Precarietà del lavoro che, ha sottolineato la segretaria regionale della Cgil, rappresenta una criticità forte anche in Puglia, "dove il 33% dei contratti di lavoro supera appena la durata di un mese, un 25% supera appena la durata di tre mesi, rispetto al quadro generale di contratti attivati in cui il 93% sono contratti precari". "Il quarto quesito riguarda il tema degli appalti, un tema oggi abbastanza delicato e urgente per questo Paese - ha evidenziato Bucci - Si muore sempre di più di lavoro e si annidano sacche di precarietà diffusa con un rischio alto di infortuni. C'è dunque la necessità di ripristinare la responsabilità solidale delle aziende committenti nell'appalto e nel subappalto".

Soffermandosi nello specifico sulla situazione del lavoro in Puglia, Bucci ha ancora evidenziato come nella regione ci siano ancora "vertenze storiche aperte, a partire dall'Ilva e dalle aziende dell'indotto, da quelle aziende del settore industriale che a causa di una mancata politica industriale di questo governo non riescono a ricevere risposte. E poi c'è il tema della sanità, delle pubbliche amministrazioni . ha proseguito Bucci - che faticano rispetto ad un piano di assunzioni straordinarie che noi da tempo rivendichiamo, e che serve per garantire la messa a terra delle risorse del Pnrr che ancora ritarda a essere realizzata". "I dati che preoccupano di più - ha detto ancora la segretaria della Cgil Puglia - sono quelli relativi alla disoccupazione giovanile e femminile, ma sono preoccupanti anche i dati relativi alla cassa integrazione, a quei lavoratori che dalla cassa integrazione non rientreranno al lavoro, ma saranno destinati a uscire definitivamente dal lavoro. Insomma è un Sud, una Puglia che soffre, che ancora non vede prospettive".

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