Economia

Bridgestone chiude lo stabilimento di Modugno, a rischio 950 posti di lavoro

La fabbrica alla zona industriale, uno degli otto impianti per la produzione di pneumatici del gruppo in Europa, chiuderà i battenti entro la prima metà del 2014

Lo stabilimento Bridgestone di Modugno chiude i battenti. La decisione è stata annunciata oggi dall'azienda, che ha fatto sapere di voler cessare tutte le attività entro la prima metà del 2014. Già a maggio scorso il gruppo aveva provveduto alla riorganizzazione delle attività, con il taglio del 30% della produzione e la chiusura dello stabilimento per sei giorni al mese.

Ma ora i 950 posti di lavoro della fabbrica modugnese - uno degli otto impianti europei del gruppo per la produzione di pneumatici - sembrano essere davvero a rischio. Bridgestone Europe, infatti, -  secondo quanto comunicato dalla stessa azienda in una nota -  avrebbe già vagliato altre ipotesi per evitare la chiusura ma nessuna di queste si sarebbe "rivelata percorribile".

LE RAGIONI DELLA CHIUSURA - La decisione dell'azienda sarebbe legata in primo luogo al calo strutturale della domanda nel segmento degli pneumatici per autovetture, passata "dai 300 milioni di unità del 2011 ai 261 milioni del 2012 (-13%), con previsioni che stimano un recupero dei volumi pre-2011 soltanto a partire dal 2020". A ciò si sommerebbe la concorrenza esercitata dai produttori dei Paesi emergenti. Una concomitanza di fattori, insomma, che starebbe spingendo Bridgestone Europe a spostare la propria produzione verso il segmento dei pneumatici di alta gamma. Produzione che però non può essere effettuata nello stabilimento modugnese che non dispone dei macchinari necessari.

La chiusura non toccherà invece le altre strutture del gruppo presenti in Italia, come il Centro Europeo di Ricerca & Sviluppo di Roma e la struttura commerciale di Agrate Brianza, in provincia di Monza, che resteranno invece attive.

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