Economia

"Una rete sociale" per combattere l'emergenza occupazionale in Puglia

Cisl e Uil regionali lanciano le loro proposte per rispondere ai dati allarmanti dell'Istat: 19,1% di disoccupati e 45% di giovani senza lavoro. I sindacati chiedono più investimenti e credito certo e rapido per le imprese

Aziende chiuse, vertenze in aumento, numeri sempre più allarmanti. La Cisl Puglia manifesta la propria "preoccupazione per la situazione occupazionale nella nostra regione" anche alla luce dei dati negativi rilevati dall'Istat che ha evidenziato una diminuzione di 104mila unità lavorative da giugno 2012 a oggi, alle quali vanno aggiunti i casi di 6288 lavoratori, ancora sul tavolo della Task Force regionale. L'indice di disoccupazione da mesi è in continuo rialzo:  si è passati dal 15,2% del secondo trimestre 2012 al 19,1% del secondo trimestre 2013: +3,9% in un anno. La situazione è ancora più grave se guardiamo ai giovani e le donne senza lavoro, secondo l'Istat rispettivamente al 45 e oltre il 50%.

Per il segretario generale regionale Giulio Collecchia "gran parte delle aziende pugliesi in crisi, oggi, potrebbero risollevarsi se vi fosse una rete di iniziative che legasse le Associazioni che le rappresentano, le banche e la burocrazia nello svolgere i rispettivi compiti senza bisogno di ulteriori sollecitazioni. Invece ognuno sembra attendere quelle degli altri. Così, Om Carrelli, Natuzzi, Franzoni, Rdb, Tecnomont, Miroglio, Nardelli, i lavoratori della sanità privata e quelli della formazione restano in attesa di una soluzione sulla quale finora c'è solo l'impegno del sindacato''. Secondo Collecchia servirebbe un vero e proprio " scouting da parte di Confindustria e C. per favorire il rilevamento di impianti come quello della Om o sollecitare manifestazioni d'interesse per il contratto di programma per il mobile''.

Allo stesso modo, per il sindacato ''necessiterebbe un allentamento delle limitazioni al credito da parte delle banche ed un più coraggioso allargamento da parte di Comuni e Regione delle maglie delle autorizzazioni e delle procedure che, pur senza superare i limiti reali della legalità, consentano di poter avere licenze, concessioni e permessi in tempi certi e senza costringere le imprese che vogliono dare occupazione, com'è stato nella vicenda di Eataly, ad equilibrismi politici ed a sotterfugi''.

Dello stesso parere Aldo Pugliese, segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari, per il quale questi dati richiedono "uno sforzo maggiore delle istituzioni verso politiche del lavoro concrete e foriere di stabile occupazione, in quanto non bisogna dimenticare, oltre ai giovani, anche i lavoratori che vivono il dramma del precariato che significa incertezza nel futuro. Inoltre - prosegue - per rilanciare l'occupazione sono necessari immediati investimenti, nelle infrastrutture, in istruzione e ricerca, altrimenti il rischio della perdita di 2-3 generazioni diventerà realtà. Tornare a realizzare investimenti in modo da stimolare un aumento della liquidità che si tradurrebbe in un incremento dei consumi e dunque, in occupazione''.

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