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Martedì, 7 Dicembre 2021
Economia

"Più latticini e formaggi made in Puglia sugli scaffali", da Coldiretti l'appello alla grande distribuzione: "Così sosteniamo allevatori e produttori"

A fronte delle crescenti difficoltà della 'base' della filiera, l'associazione lancia la proposta rivolta a "supermercati, ipermercati e discount" per salvare "la Fattoria Puglia dal rischio chiusura": "Prediligere il made in Puglia"

"Una alleanza di tutta la filiera lattiero-casearia per salvare la 'Fattoria Puglia' dal rischio chiusura". Con le difficoltà attraversate da allevatori e produttori pugliesi, è la Coldiretti regionale a lanciare un appello, rivolto alla Grande distribuzione organizzata, per sostenere il settore: prediligere sugli scaffali "mozzarelle, burrate e formaggi ‘Made in Puglia’".

"Chiediamo a supermercati, ipermercati e discount di aderire con atti concreti al patto etico di filiera, privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali le mozzarelle, le burrate, le scamorze e tutti i formaggi fatti con il latte pugliese. Non c’è tempo da perdere perché la situazione è critica”" dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia che richiama al senso di responsabilità di tutti gli anelli della filiera "per assicurare al più presto un prezzo giusto agli allevatori che non possono aspettare oltre, con le imprese di allevamento da latte ormai allo stremo per compensi ormai da troppo tempo al di sotto dei costi di produzione, con il drammatico bilancio che in un solo anno, nel periodo 2020/2021, hanno chiuso 121 stalle, un trend drammatico di chiusura più che raddoppiato rispetto agli anni precedenti".

L'associazione chiede inoltre all’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, "di convocare un tavolo di filiera che metta insieme tutti gli attori dagli allevatori ai trasformatori, dai commercianti alla Grande Distribuzione Organizzata, al fine di sostenere le produzioni regionali e offrire tutte le forme di supporto possibili a garantire la vendita dei prodotti lattiero-caseari e il giusto compenso da riconoscere agli allevatori, principio su cui l’assessore Pentassuglia ha segnato e fortemente sostenuto il percorso etico che non debba in alcun caso andare al di sotto dei costi di produzione".

In 7 anni, dal 2014 ad oggi - ricorda la Coldiretti richiamando dati di Ara Puglia - hanno già chiuso in Puglia 440 stalle, "con gli allevatori ormai costretti inesorabilmente a chiudere i battenti e a vendere gli animali". "Il prezzo del latte alla stalla in Puglia deve necessariamente essere al di sopra dei costi di produzione, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori", rimarca il direttore regionale Pietro Piccioni.

(foto di repertorio)

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