Sabato, 31 Luglio 2021
Economia

Contaminazione alimentare: i rischi e le soluzioni per le aziende del settore agroalimentare

I casi di contaminazione alimentare sono sempre più frequenti negli ultimi anni. • La qualità e l’integrità del prodotto finale è un aspetto chiave per la continuità economica/finanziaria delle aziende che operano nel settore agroalimentare. • Aon è in grado di offrire al cliente i migliori prodotti assicurativi per tutelare l’azienda dai rischi connessi al verificarsi di casi di contaminazione alimentare.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Bari, 16 maggio 2013 In passato la vicenda della mucca pazza aveva diffuso panico in tutta Europa, negli ultimi anni, tra i casi di carne gonfiata da ormoni e la peste porcina, gli episodi di contaminazione alimentare sono stati innumerevoli. Recentemente lo scandalo della carne di cavallo è solo l'ultimo dei numerosi casi di contaminazione alimentare che si sono verificati in anni recenti. L'episodio, partito in Inghilterra dalle lasagne surgelate Findus, ha coinvolto numerosi paesi Europei e grandi marche del settore alimentare toccando anche il nostro paese con il sequestro dei tortellini Buitoni.

Se si considera l'importanza che l'industria degli alimenti e delle bevande riveste in Europa, con oltre 370 milioni di consumatori ed una produzione annuale che sfiora i 600 miliardi di euro (di cui 220 miliardi provengono dal solo settore agricolo), risulta evidente la necessità di tutelare consumatori e aziende.

Inoltre il consumatore italiano è per natura particolarmente attento a quello che passa per la propria tavola: il 14% degli italiani dichiara di acquistare regolarmente cibi biologici ed il 29% è particolarmente attento all'acquisto dei prodotti a denominazione di origine controllata e protetta; inoltre sono in aumento gli acquisti di alimenti e vini di qualità direttamente dal produttore.

Nel settore food & beverage la qualità e l'integrità del prodotto finale è quindi un aspetto chiave per la continuità economico/finanziaria dell'azienda. Un prodotto nocivo o potenzialmente tale può generare danni ai consumatori, costi associati alla compagnia di ritiro e seri danni reputazionali per l'azienda, tali da comprometterne l'esistenza.

Di questo e molto altro si è parlato ieri durante il convegno "La Protezione dal produttore al consumatore. La gestione dei rischi da contaminazione del prodotto e le relative soluzioni assicurative" presso la sede di Confindustria Bari. All'incontro, organizzato da Aon - leader mondiale e nazionale nel brokeraggio assicurativo e riassicurativo - in collaborazione con la Sezione Agroalimentare Confindustria Bari - BAT hanno partecipato relatori di pregio, tra i quali Francesco Divella - presidente sez. agroalimentare Confindustria Bari, BAT; Giovanni Di Falco - Federdistribuzione; Giorgio Rusconi - Esperto in materia di diritto alimentare e Partner dello Studio Legale Mondini Rusconi; Stefano Raimondi - dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico, Divisione generale lotta alla contraffazione; Ciro Ciavarella - comandante della Guardia di Finanza, gruppo Pronto Impiego.

Il tema della contaminazione del prodotto è stato analizzato dai relatori in tutti i suoi aspetti: un prodotto può essere contaminato accidentalmente o a seguito di una deliberata azione di dolo e ciò può in una qualsiasi fase della catena distributiva.

La contaminazione infatti può avvenire anche presso il punto vendita - come spiega il dr. Giovanni Di Falco di Federdistribuzione - negli approvvigionamenti e nella logistica. Il punto vendita deve gestire i rischi legati alle manipolazioni , alla gestione del prodotto con le problematiche legate alla catena del freddo e della vita utile. Il distributore previene questi rischi con la formazione costante del personale , con la applicazione del risk assessment sui prodotti e sulle procedure di verifiche ispettive e di controllo analitico. Relativamente agli approvvigionamenti l'obiettivo è quello di garantire l'accesso di prodotti sicuri e per fare questo vengono applicate rigide procedure di qualificazione dei fornitori con analisi dei prodotti e verifiche sui fornitori fino ad arrivare allo sviluppo di standard privati quali l'iFS ed il BRC che sono proprio nati dalla GDO per garantire la marca privata. La logistica è una fase particolarmente critica, per questo risulta fondamentale la tracciabilità del prodotto."

Di tracciabilità ha parlato anche il Presidente Divella che spiega che essa non può essere garantita al 100% per le strutture dei silos o per le materie prime. Per contrastare questi e i vari rischi legati alla contaminazione da prodotto è necessario rafforzare i controlli, nonostante in Italia il livello dei controlli sia molto elevato: solo lo 0,3% dei prodotti ha fatto rilevare un eccesso di residui chimici rispetto alla norma.

Confindustria, infine, si auspica di poter perseguire un'azione comune per aumentare il livello di controllo, diffondere la cultura sul tema con tavoli di confronto e creando una task force di esperti per individuare gli agenti patogeni più pericolosi.

Al fine di tutelare il consumatore i legislatori comunitari e nazionali hanno dettato norme su molti aspetti connessi alla produzione e commercializzazione di alimenti e mangimi. Come spiega l'Avvocato Giorgio Rusconi: "Crescente è dunque l'interesse delle imprese del settore e degli operatori di filiera di approfondire le problematiche sottese alle fattispecie di riferimento onde evitare, a protezione dei propri interessi e di quelli dei consumatori, di incorrere in non conformità. E' fondamentale per le imprese conoscere la disciplina comunitaria o nazionale, nonché quella di altri ordinamenti nel caso di esportazione all'estero. Se si pensa che il 10% dell'export italiano è costituito da prodotti del settore agro-alimentare, si comprende quanto sia strategico che le nostre imprese si strutturino per operare su altri mercati, anche con riguardo ai sistemi ed alle procedure di controllo che possono variare da paese a paese".

Anche il dr. Raimondi e il Comandante Ciavarella che individuano nel marchio una possibile protezione per il prodotto. L'Italia appare virtuosa in tal senso infatti è il principale produttore di prodotti Doc dell'intera comunità Europea.

Il Comandante Ciavarella ha parlato poi delle ultime operazioni concluse sul territorio pugliese per contrastare la contraffazione in special modo dei prodotti oleari.

Sostiene il dr. Raimondi: "Il marchio costituisce la funzione distintiva per l'impresa all'interno del mercato, distinzione che fa emergere l'identità del prodotto/azienda e contestualmente diviene un elemento deterrente contro le imitazioni, contraffazioni. La sicurezza del patrimonio alimentare è assicurato da un sistema di norme e controlli pubblici e privati molto strutturato che fa del nostro paese uno dei più sicuri al mondo. Tale sistema, se da un lato appare severo, dall'altro diviene un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza internazionale, dove le imprese si confrontano sempre più spesso. Nel prendere in considerazione il tema a livello globale della sicurezza e garanzia, in particolare, non può essere trascurato il sistema delle indicazioni geografiche (IG), l'Italia detiene il più alto numero di registrazioni nel food &wine, circa 730"

La disciplina comunitaria o nazionale, non sono le uniche armi che le aziende del settore agroalimentare hanno in mano per difendersi dai rischi di contaminazione. Esse possono rivolgersi al mondo assicurativo per prevenire e proteggersi dai rischi derivanti da una possibile contaminazione del prodotto, come spiegato dal dr. Riccardo Parretti - Chief broking Officer di Aon e dalla dott.ssa Angela Rebecchi - Responsabile sales & Market Management di Allianz.

La gestione dei danni da contaminazione del prodotto richiede l'attuazione di un corretto piano di gestione della crisi. Si rende necessario la presenza di un professionista in grado di identificare i rischi al fine di rafforzare controlli e comunicare in maniera chiara e rapida sia all'interno che all'esterno dell'azienda.

Un aspetto molto importante è quello reputazionale. Il grado di fiducia nei prodotti accresce o compromette la reputazione delle aziende. Costruire la fiducia può richiedere molti anni, mentre è sufficiente un solo anno, se il richiamo del prodotto non è gestito correttamente, per avere un effetto dannoso in borsa, sul vantaggio competitivo, sul marchio e sulla reputazione dell'azienda.

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