Contratto subito per i precari di Anpal Servizi 28 febbraio: “Unemployed day” giornata di mobilitazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

E' necessario dare risposte chiare e risolutive ai precari di Anpal Servizi. L'intesa quadro del 22 luglio 2015 sottolineava che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con Italia Lavoro, avrebbe salvaguardato, nel processo di "convergenza funzionale" con l'Anpal, la continuità occupazionale delle risorse impegnate in Italia Lavoro. Come più volte sottolineato dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, risulta fondamentale non solo favorire la continuità occupazionale delle risorse umane oggi operanti nel settore delle politiche attive, ma anche adoperarsi per implementare il numero e le capacità professionali. Il presidente del Conte ha in più occasioni dichiarato che "Italia Lavoro possiede un patrimonio tecnico e di conoscenza del mercato del lavoro sviluppato in anni di attività su progetti specifici di aiuto all'occupazione, che potrà essere messo a disposizione degli operatori e delle imprese su tutto il territorio". La realtà è un'altra. Dal 1° gennaio 2017 Italia Lavoro è diventata Anpal Servizi, il cui A.U. è Del Conte. Anpal Servizi è la società in house dell'Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro che ne ha acquisito le azioni il 12 settembre 2016. Nonostante sia cambiato il nome della società permane la strutturale instabilità contrattuale di centinaia di lavoratori. La proroga di tre mesi, di circa 760 contratti in scadenza il 31 dicembre 2016, come era prevedibile non ha risolto la questione, bensì ne ha rimandato la risoluzione. La lettera aperta "Politiche attive in Italia: operatori precari ricollocano disoccupati?" inoltrata il 2 dicembre 2016 al Ministro Poletti e al Presidente Del Conte, sottoscritta da centinaia di lavoratori, da subito denunciava il brevissimo orizzonte temporale determinato della proroga. L'incontro svoltosi il 16 febbraio tra Azienda e OO.SS consegna un quadro drammatico in cui non esiste nessun elemento di certezza sulla salvaguardia della continuità occupazionale dei lavoratori e delle attività. Il tutto si svolge mentre il Ministro Marianna Madia, nella riforma del pubblico impiego annuncia un piano di assunzioni straordinario per "superare il precariato" e "valorizzare la professionalità acquisita" da chi lavora nella P.A. da anni. Ma se le politiche attive sono un intervento centrale e strutturale perché le risorse umane che lavorano all'attuazione e all'implementazione dei servizi devono avere contratti con scadenze trimestrali o al massimo annuali? Scadenze di contratti che sono accompagnate da cicliche prove di selezione oggi ritenute incomprensibili poichè già effettuate tra maggio e giugno 2015 -in alcuni casi anche nel 2016- e relative alla Programmazione 2014-2020. Diversi pareri di uffici legali confermano la possibilità di andare direttamente in proroga fino al 2020 quindi a cosa serve dimostrare nuovamente competenze già accertate? Scadenze di contratti che spesso sono accompagnate da mesi di disoccupazione, con la beffa che centinaia di collaboratori potrebbero non avere la sicurezza, nel medio periodo, di beneficiare della Dis-Coll, il cui finanziamento fino a giugno è stato inserito in un emendamento nel D.L Milleproroghe 2017, in questo momento all'esame della Camera per varo entro 28 febbraio. Per queste ragioni è in atto un piano di mobilitazione che inizierà martedì 28 febbraio: "Unemployed day. Politiche attive in Italia: operatori precari ricollocano disoccupati" -dalle ore 10.00 alle 14.00- davanti alle sedi decentrate di Anpal Servizi, alle Regioni e a tutti gli enti cui viene quotidianamente fornita assistenza tecnica. Al centro del sistema delle nuove politiche attive del lavoro c'è la persona/cittadino/disoccupato/lavoratore che dovrebbe diventare protagonista attivo del percorso di ricollocazione. In che modo i percorsi di orientamento e di accompagnamento al lavoro possono esser realizzati se gli operatori delle politiche attive vivono in una costante incertezza contrattuale?

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