Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Crisi, l'allarme della Uil: "Manca un piano per lo sviluppo della Puglia"

A fare il punto della situazione il segretario regionale Aldo pugliese: preoccupa l'aumento di disoccupazione e cassa integrazione, ma anche la mancanza di misure adeguate per sostenere le attività 'di punta' dell'economia regionale, come turismo e agricoltura

Le aziende in crisi continuano a chiudere, facendo aumentare il ricorso alla cassa integrazione e la disoccupazione. Una situazione economica "pesante", quella della nostra regione, a cui ha fatto oggi riferimento oggi il segretario generale della Uil Puglia, Aldo Pugliese. Secondo il numero uno del sindacato, "si prevede anche nel 2013 un -1,3 del Pil, fermo restando che negli ultimi 5 anni c'é stata una riduzione di oltre il 5%".

Ma a preoccupare la Uil sono anche gli ammortizzatori sociali, "dato che con i provvedimenti assunti dalla riforma Fornero c'é una tagliola pesantissima soprattutto sulla Cig in deroga e le risorse finiranno ad aprile. Speriamo che il nuovo governo prenda in mano la questione".

"La Puglia – ha aggiunto Pugliese – sta meno peggio delle altre regioni meridionali: il governo regionale qualcosa l'ha fatto, la crisi siamo riusciti in parte a tamponarla, ma i problemi rimangono. Speriamo si sblocchino i cantieri, soprattutto in edilizia (2,5 i miliardi congelati nel settore) ma la Regione Puglia non ha mosso un dito. Siamo preoccupati dalla questione ambientale: abbiamo chiesto più volte un nuvo piano energetico ambientale regionale (Pear); continua l'incivile uso delle discariche con 10 regioni italiane che vengono in Puglia a scaricare, portando oltre ai rifiuti anche la delinquenza organizzata della camorra".

"Ci preoccupa anche - ha concluso - la situazione dei trasporti perché i tagli sui treni e sugli aerei portano ad un maggiore isolamento della regione. Anche il settore della sanità ha delle criticità notevoli: l'attuale giunta regionale ha praticato ua politica distruttiva chiudendo 22 ospedali, provocando la chiusura di strutture private, incrementando le già lunghe liste di attesa e la mobilità passiva. Insomma in Puglia manca un piano di sviluppo che sfrutti le ricchezze esistenti: prodotti agricoli, energia, rifiuti e turismo".

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