Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Edilizia, cala il numero di imprese. Allarme per il lavoro nero: "Servono più controlli"

Questa mattina l'incontro 'Insieme per il lavoro', promosso dall'Ance Bari e Bat e dai sindacati di categoria. Preoccupanti i dati presentati dalla Cassa Edile: cresce la cassa integrazione, diminuiscono le imprese iscritte e il numero di lavoratori

Calo del 36% nel numero delle ore lavorate, e rispettivamente del 30% e 16% nel numero di operai e delle imprese iscritte nel periodo tra il 2008 e il 2012. Sono alcuni dei dati diffusi oggi dalla Cassa edile di Bari nel corso dell'incontro 'Insieme per il lavoro', promosso dall'Ance Bari e Bat e dai sindacati di categoria. Inoltre, nel 2012, nel settore dell'edilizia in provincia di Bari sono state autorizzate circa 850mila ore di cassa integrazione guadagni, a fronte delle 460mila del 2008, con un picco nel 2010 di 1,4 milioni di ore. Per ovviare a questa "crisi", i sindacati chiedono "di alleggerire i vincoli del Patto di stabilità per permettere ai Comuni di pagare le imprese e investire nell'apertura di nuovi cantieri". Inoltre, "chiedono un piano che consenta alle amministrazioni pubbliche il pagamento di tutti i debiti pregressi", ma anche "nuovi investimenti sul recupero dei centri storici e per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, oltre a incentivi per l'efficientamento energetico". Altre richieste riguardano "uno sforzo da parte delle banche per finanziare l'acquisto della prima casa" e "protocolli della legalità per impedire il crescente fenomeno delle infiltrazioni mafiose nei cantieri edili".

Leggi anche: crisi dell'edilizia, caschi gialli in piazza Prefettura

FERMARE IL LAVORO NERO - Per il presidente della Cassa edile della provincia di Bari, Beppe Fragasso, "aumenta il numero dei lavoratori a nero e questo è dovuto a connivenze tra chi assume a nero e gli organi che devono fare i controlli". "Noi chiediamo - ha aggiunto - che questa connivenza venga rotta, perché contro le imprese di Ance si sta scatenando una non iniqua battaglia sul piano della concorrenza". "Servono maggiori ispezioni - ha rilevato - e vogliamo che da questo tavolo parta la richiesta di maggiori ispezioni". "Come mai - ha chiesto - le imprese regolari, quelle che poi non possono pagare i Durc (documento unitario di regolarità contributiva) perché non ce la fanno, le ispezioni ce le hanno mentre quelle altre no?". Infine Fragasso ha ricordato che un lavoratore a nero costa "otto euro" all'ora mentre uno regolare costa "dai 25 ai 28 euro". (Ansa)

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Edilizia, cala il numero di imprese. Allarme per il lavoro nero: "Servono più controlli"

BariToday è in caricamento