Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Edilizia, l'allarme dei sindacati: "In Puglia persi 13mila posti di lavoro"

Negli ultimi cinque anni la crisi del settore ha avuto contraccolpi disastrosi sull'occupazione, provocando la chiusura di 3.500 imprese. I sindacati: subito una cabina di regia con Regione ed enti locali

Tredicimila posti di lavoro in meno, 3.500 imprese costrette a chiudere i battenti in cinque anni. Sono i numeri della crisi del settore edilizio in Puglia, snocciolati oggi in conferenza stampa dai segretari regionali di Fenac Uil Salvatore Bevilacqua, Filca Cisl Crescenzio Gallo, e Fillea Cgil Giovanni Nicastri.

I sindacati di settore hanno organizzato un incontro per richiamare l'attenzione sulle profonde difficoltà attraversate negli ultimi anni dal comparto dell'edilizia, "una emergenza lavorativa che potrebbe sfociare a breve in una vera emergenza sociale". Per questo i sindacati chiedono al più presto l'istituzione di una cabina di regia con Regione ed enti locali e l'adozione di alcuni provvedimenti come "il rifinanziamento della cassa integrazione straordinaria in deroga" il cui "numero di ore in Puglia è aumentato di un milione e duecentomila ore"; e "lo sblocco del patto di stabilità che impedisce agli enti locali di pagare le imprese".

In Puglia, spiega Gallo, "a causa della burocrazia e dei vincoli del patto di stabilità, sono ferme opere pubbliche per un valore di due miliardi di euro: sbloccarli - sottolinea - vorrebbe dire ridare un posto di lavoro a diecimila addetti". "Chiediamo - aggiunge - una maggiore interlocuzione con la Regione Puglia che di recente ha sbloccato 71 milioni di euro in favore degli enti locali sottoposti a patto di stabilità: un intervento meritevole ma non sufficiente". Per Nicastri, occorre "sbloccare il patto di stabilità o almeno escludere dal patto le quote relative ai pagamenti alle imprese"; ma "soprattutto bisogna rifinanziare la cassa integrazione straordinaria in deroga, perché i lavoratori edili non hanno diritto alla mobilità ma solo alla disoccupazione". "Bisogna fare presto - rileva Bevilacqua - perché riaprire una impresa edile è un processo che richiede tempi lunghi, parliamo di due anni almeno"; e dal 2007 ad oggi, "in Puglia la massa salariale denunciata ha perso 49 milio di euro", un valore che, tuttavia, "risente anche dell'aumento del lavoro nero, attualmente sui livelli del 40%".

 

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