Network Contacts Molfetta, dipendenti in allarme: 300 posti di lavoro a rischio

In giornata le assemblee della Slc Cigl: il sindacato chiede che la vertenza venga affrontata attraverso un tavolo sia nazionale che regionale, per risolvere la crisi aziendale scongiurando i licenziamenti

Foto di repertorio

Sono oltre 300 i posti di lavoro a rischio alla Network Contacts di Molfetta, uno dei maggiori call center italiani e della regione, con oltre tremila dipendenti. La notizia della procedura di licenziamento è stata una doccia fredda per i dipendenti, spiazzati dalla notizia che arriva in un momento in cui - tra l'altro - la società si appresta ad assumere, attraverso l'applicazione della clausola sociale, circa 187 lavoratori legati ad un'altra commessa.

In mattinata nel piazzale dell'azienda si è tenuta un'assemblea convocata dalla Cgil, cui hanno preso parte il segretario generale pugliese, Pino Gesmundo, e il segretario generale della Slc Cgil, Vito Battista.

“La procedura di licenziamento – ha spiegato Battista – è arrivata dopo il nostro no a un accordo proposto dall’azienda per contenere i costi del lavoro e che mette pesantemente le mani nelle tasche dei lavoratori. Non solo, fa retrocedere sul piano dei diritti e tocca anche istituti non disponibili come il Tfr. Oltre che a essere illegittima quella firma avrebbe avuto conseguenze disastrose sull’intero settore, mettendo in moto un’attività di dumping che avrebbe spinto chiunque a voler derogare dai contratti”.

“E’ una vertenza difficile che non si risolve solo a Molfetta – afferma Pino Gesmundo – per questo abbiamo indetto un tavolo unitario delle categorie nazionale, che si è tenuto ieri alla presenza della Rsa aziendali, e che unitariamente ha definito non praticabile l’ipotesi di accordo proposto dall’azienda. A Roma, al Mise, dovremo discutere con le committenze, spesso istituti e aziende dello Stato, che non posso strozzare le aziende facendo a cascata ricadere i costi su chi lavora. Così come se difficoltà vi sono vanno risolte evitando i licenziamenti e facendo ricorsi a strumenti percorribili, dalla formazione – coinvolgendo la Regione circa i finanziamenti che vi sono sul tema per le imprese – agli ammortizzatori sociali se necessario, e abbiamo già chiesto un incontro alla Task Force regionale per l’Occupazione. Siamo fiduciosi si possa recedere dalla richiesta di licenziamento collettivo ma serve discutere su più tavoli e trovare soluzioni che non gravino sulle spalle dei lavoratori. Ai quali chiediamo di essere uniti”.

“Qualsiasi ipotesi di accordo o strada che percorreremo sarà prima posta al vaglio dei dipendenti, tutto avverrà nella massima trasparenza – sottolinea il segretario generale della Cgil di Bari, Gigia Bucci -. All’azienda chiediamo di continuare ad essere quel soggetto affidabile e disponibile al confronto che abbiamo imparato a conoscere in questi anni”.

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