Domenica, 1 Agosto 2021
Economia

Crisi, il carrello della spesa si svuota: "Le famiglie tagliano su frutta e verdura"

I dati di un'indagine della Coldiretti: la Puglia tra le regioni in cui si è ridotta maggiormente la spesa alimentare, mentre per risparmiare sempre più persone scelgono l'hard discount

Le famiglie pugliesi sono quelle che hanno tagliato di più la spesa alimentare come conseguenza della crisi. Ad assegnare il triste primato alla nostra regione è un'analisi condotta da Coldiretti sulla base dei dati Istat sui consumi delle famiglie nel periodo 2008 -  2013.

L'indagine mette in luce come la tavola sia una componente importante del budget familiare, del quale assorbe in media ben il 19,5 per cento. Proprio per questo, gli effetti della crisi non possono non influenzare anche il carrello del supermercato: nel periodo preso in considerazione la spesa media mensile per famiglia è stata di 461 euro al mese, in calo del 2,9 per cento rispetto al 2008.

La Puglia, con il suo -11,3 per cento, è insieme a Sardegna (-9,8 per cento) e Umbria (-8,6 per cento), la regione in cui questo fenomeno è stato più evidente. Ma ci sono anche regioni in cui si registra il trend opposto, e in cui, cioè, la spesa per i beni alimentari è aumentata: il Trentino (+10 per cento), il Molise (+6,2 per cento), l’Emilia Romagna (+5,1 per cento), il Piemonte (+3,8 per cento), la Basilicata (+1,4 per cento) e la Toscana (+0,6 per cento).

In generale comunque – precisa la Coldiretti – le famiglie hanno messo in atto strategie di contenimento della spesa: la quota di quelle che riducono la qualità o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati che è salita al 65 per cento nel 2013 e nel Mezzogiorno sfiora il 77 per cento. In aumento anche la quota di famiglie che sceglie l’hard discount per l’acquisto di generi alimentari che sale al 14,4 per cento nel 2013. In media - continua la Coldiretti - la maggiore percentuale della spesa è destinata all’acquisto nell’ordine di carne, frutta e ortaggi, pane e pasta, latte e formaggi, bevande, pesce, zucchero e caffè.
 
In particolare, sarebbero stati tagliati anche alimenti importanti per la salute, come la frutta e verdura, il cui consumo, secondo Coldiretti, nel 2013 è crollato al minimo da inizio secolo con le famiglie che sono state costrette a tagliare gli acquisti e a mettere oltre 100 chili di ortofrutta in meno nel carrello, rispetto al 2000. "Un calo preoccupante poiché la raccomandazione del Consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per una dieta sana e quella di mangiare piu’ volte al giorno frutta e verdure fresche per un totale a persona di almeno 400 grammi, ma - sostiene la Coldiretti - in Italia la quantità consumata e scesa purtroppo al di sotto, con situazioni piu’ preoccupanti per i bambini. Nel corso del 2013 sono state acquistate complessivamente dagli italiani 7,8 milioni di tonnellate di ortofrutta con una netta prevalenza della frutta con 4,2 milioni di tonnellate sulla verdura che è scesa a 3,6 milioni di tonnellate".
 

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