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Energie rinnovabili, la Puglia cresce "ma senza benefici per le bollette"

I dati di un'indagine del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia: il numero di impianti installati aumenta, ma, evidenzia il presidente dell'associazione Francesco Sgherza, "le ricadute per il pubblico sono davvero molto scarse"

In Puglia il numero di impianti per la produzione di energie rinnovabili continua ad aumentare, ma i riflessi di tale crescita sulle tasche dei cittadini restano modesti. A rilevarlo è un'indagine condotta dal Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati del Gestore dei servizi energetici (GSE).

GLI IMPIANTI IN PUGLIA - In particolare, sono stati installati quattro impianti idraulici, per una potenza di 1,6 megawatt; 467 impianti eolici, per una potenza di 2.265,6 megawatt; 39.318 impianti solari, per una potenza di 2.555 megawatt e 52 impianti di bioenergie, per una potenza di 293 megawatt. Riguardo alla produzione, gli impianti producono, complessivamente, 9.258 gigawatt, di cui quelli idraulici 4,9 gigawatt, quelli eolici 3.909,4 gigawatt; quelli solari 3.714,9 gigawatt; quelli di bioenergie 1.628,8 gigawatt.

LA 'RICADUTA' RIDOTTA - "I dati elaborati dal nostro Centro studi – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – evidenziano come la Puglia sia all’avanguardia nello sfruttamento delle fonti rinnovabili. Il paradosso è che, a fronte di questa consistente produzione “verde”, le bollette dei cittadini e quelle delle imprese pugliesi continuano ad essere “in rosso”. Insomma – spiega il presidente – le ricadute per il pubblico di questo primato sono davvero molto scarse. È necessario garantire ai pugliesi la possibilità di beneficiare di questi risultati, che altrimenti rimarrebbero ad esclusivo vantaggio di singoli operatori. In questo – continua – un occhio di riguardo deve essere riservato alle aziende piccole e artigiane, la parte più consistente in Puglia, attraverso la previsione di specifici incentivi di sostegno agli investimenti necessari per il miglioramento energetico dei propri siti produttivi, con tutto quel che ne deriverebbe tanto a livello di riduzione dei costi quanto a livello di efficientamento del ciclo produttivo. Come Confartigianato – conclude il presidente – siamo già impegnati a fondo affinché il conto energetico dei nostri associati possa essere sempre più sostenibile. Tramite i nostri Consorzi nazionali per l’acquisto di energia sul mercato libero consentiamo non soltanto agli imprenditori aderenti, ma anche alle loro famiglie, di usufruire di risparmi consistenti ed effettivi, immediatamente riscontrabili in bolletta".

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