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La vertenza senza fine dell'ex Om Carrelli, 10 giorni per evitare il fallimento: "Basta con voci e illusioni"

Sempre più difficile la situazione dei 191 lavoratori che rischiano il licenziamento se dovesse essere confermato il fallimento. I sindacati pronti a scendere nuovamente in piazza

Dieci giorni di speranza, o forse d'illusione. E' l'arco di tempo che resta, concesso ieri, dal curatore fallimentare della Tua Industries affinché venga presentata un'offerta che possa rilevare l'ex stabilimento Om Carrelli e reindustrializzare, in concreto, la struttura di Modugno, dopo il flop totale del progetto di creare una fabbrica di auto innovative che potesse dare un futuri ai 191 lavoratori della vertenza, da 7 anni in un tunnel senza fine. Per loro la situazione si è fatta ancora più difficile dall'inizio di quest'anno: scaduti i termini di proroga della cassa integrazione a dicembre scorso, non è stato possibile, al momento, attivarne un'ulteriore, poiché questa era subordinata a una manifestazione d'interesse concreta, che chiudesse la parentesi Tua. Ciò si traduce in disagi notevoli per gli operai che sono costretti a fare salti mortali tra mutui, bollette e costi quotidiani. I lavoratori, infatti, avrebbero percepito, negli ultimi 3 mesi, solo le ultime due mensilità della cassa integrazione 2017.

Dalla prossima settimana nuovi sit-in davanti alla Regione

L'attesa, dunque, è per un'offerta seria che deve necessariamente arrivare entro il 15 aprile. Per ora, ci sono solo ipotesi e voci: le ultime, dopo un vero e proprio giro del mondo tra americani, britannici e russi, riguarderebbero imprenditori locali che sarebbero pronti ad investire per progetti più piccoli, seppur dignitosi, in modo da riutilizzare il sito e, soprattutto, dare lavoro, quanto meno, a una parte degli ex dipendenti Om. Nell'infinita battaglia occupazionale, i sindacato di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm, sono pronti a scendere in piazza con tre sit-in di protesta davanti alla sede della Presidenza regionale sul Lungomare Nazario Sauro, il 9, il 12 e il 16 aprile: "Con la proroga - spiega Saverio Gramegna, segretario provinciale Fiom-Cgil - in sostanza non è cambiato nulla. La storia dura da 7 anni. Quando viene ventilata verbalmente o anche con slide una proposta di reindustrializzazione e si deve arrivare al dunque, tutto evapora". Le sensazioni, in ogni caso, non sarebbero positive. Troppe le delusioni sopportate dai lavoratori per illudersi ancora una volta: "In ogni caso - aggiunge Gramegna - non ci arrendiamo all'idea che tutto possa finire qui. In Italia, purtroppo, non vi sono strumenti adeguati per le politiche attive del lavoro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti".

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