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L'amaro presidio dei lavoratori ex Om: "Stufi di questa pagliacciata". Nuovo investitore all'orizzonte?

I 191 ex dipendenti dell'azienda avrebbero dovuto cominciare a lavorare dal 1° dicembre alla produzione di una nuova auto elettrica, progetto ormai fortemente incerto. Il 22 dicembre scadranno gli ammortizzatori sociali

Il primo dicembre avrebbero dovuto cominciare a prendere servizio, per una nuova pagina della loro vita professionale e umana: a tre giorni di distanza i 191 lavoratori della ex Om Carrelli si sono ritrovati, in presidio, davanti ai cancelli dello stabilimento nella zona industriale di Modugno dove sarebbe stata avviata la produzione di un'auto elettrica made in Bari, con la Tua Autoworks, progetto ormai fortemente incerto dopo la messa in liquidazione della controllante Tua Industries, dopo il passo indietro del fondo americano Lcv. Amarezza e sfiducia serpeggiano tra gli operai, da sei anni, oramai, imbrigliati in una vicenda che non sembra conoscere il lieto fine: "Siamo stanchi di essere presi in giro - raccontano - di non poter vivere da uomini libere e degni della vita che meritiamo e di non poter più guardare i nostri cari negli occhi, Siamo stufi di questa pagliacciata. meritiamo un'altra possibilità, è arrivato il momento di gettare le maschere", hanno affermato nel corso di un'assemblea svoltasi poco dopo il presidio nella sede barese della Uilm

Depositato emendamento alla Camera per proroga Cig

Il tempo stringe perchè il 22 dicembre finirà anche la cassa integrazione e di conseguenza potrebbe sparire un sostentamento fondamentale per le famiglie dei lavoratori. Nei prossimi giorni, dal Parlamento, potrebbe arrivare una boccata d'ossigeno, seppur momentanea: "Abbiamo depositato l'emendamento propedeutico alla proroga dell Cassa Integrazione - spiega il deputato Dario Ginefra (Pd) - e sarà discusso la prossima settimana. Ci auguriamo che possa servire a tamponare questa fase di ulteriore attesa, affinché si chiuda positivamente il confronto in corso". Nelle prossime ore, infatti, potrebbero esservi delle novità: in dirittura d'arrivo sarebbero i negoziati tra l'azienda e un nuovo potenziale investitore per poter ripartire, si spera, verso la risoluzione della vertenza: "La Regione - spiega Leo Caroli, capo della task force regionale sul Lavoro - non è vicina solo quando è stata presentata l'auto ma anche quando i lavoratori manifestano perché non hanno certezza per il futuro. Ho sentito l'azienda. Il negoziato sembra concluso ma il potenziale investitore non ha ancora comunicato l'esito".

I sindacati: "Pensavamo che la vicenda fosse già chiusa"

Le sigle sindacali annunciano battaglia: "Pensavamo di aver messo il punto con gli accordi del Ministero e la benedizione della Regione - afferma Franco Busto, segretario generale Uilm Bari -. Siamo qui a rivendicare l'applicazione di questi accordi e l'ipotesi di verificare la trattativa con gli altri. E' un investimento già pagato, lo stato e la Regione hanno messo i soldi. Se l'imprenditore privato non trova 12 milioni l'investimento non si concretizza. Basterebbero un paio di milioni per avviare il tutto. Il problema è che il tempo stringe e il 22 i lavoratori resteranno senza ammortizzatori sociali". Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Modugno, Nicola Magrone: “Il silenzio che è calato su questa vicenda - ha afferma - è un elemento di allarme per i lavoratori e per il Comune. Restiamo aperti a ogni forma di collaborazione purché la prospettiva sia quella della ripresa del lavoro in fabbrica. Se invece tutto questo silenzio dovesse perdurare, agiremo, possibilmente in sintonia con i sindacati, per la restituzione del compendio produttivo dell'ex-Om, così come contrattualmente previsto nell'atto di cessione nel caso in cui gli operai non abbiano ripreso il loro posto di lavoro".

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