Economia

Fatturato all'estero delle aziende italiane di costruzioni cresciuto dal 31% del 2004 al 58% del 2012

Cogliere la sfida dell’internazionalizzazione opportunità per le imprese pugliesi del settore

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Per affrontare i processi di crescita sui mercati esteri imprescindibile il supporto delle istituzioni, l'aggregazione delle PMI e un rafforzamento finanziario delle stesse

Se ne è discusso oggi nel seminario di approfondimento organizzato da Gruppo PMI Internazionale Ance, Comitato per i problemi del Mezzogiorno e delle Isole Ance e Ance Puglia

Bari, 11 aprile 2014 - In questi anni di gravissima crisi per il settore edile italiano (dal 2008 al 2013 si è registrato un calo degli investimenti in costruzioni del 30%) è notevolmente cresciuta la quota di fatturato all'estero delle imprese di costruzione. Tra il 2004 e il 2012, infatti, l'aumento è stato del 196,2% (da 2,9 a 8,7 miliardi) così da rappresentare già nel 2012 (e il trend è in continua ascesa) la parte preponderante del fatturato totale (58%) contro il 42% di fatturato conseguito in Italia (6,2 miliardi nel 2012 contro i 6,5 del 2004). Lo sviluppo di politiche di internazionalizzazione sta divenendo, quindi, un obiettivo imprescindibile anche per le imprese pugliesi del settore delle costruzioni che non trovano più sul mercato domestico sufficienti opportunità di lavoro.

Sono questi alcuni dei dati emersi durante il seminario "Le Pmi delle Costruzioni alla sfida dell'internazionalizzazione" organizzato da Gruppo PMI Internazionale Ance, Comitato per i problemi del Mezzogiorno e delle Isole Ance e Ance Puglia rivolto alle PMI del settore edile, tenutosi questa mattina in Confindustria Bari e BAT.

Del mondo Ance sono intervenuti il presidente regionale Nicola Delle Donne, il presidente del Comitato per i problemi del Mezzogiorno e delle Isole Domenico De Bartolomeo, il Ministro Plenipotenziario e coordinatore delle iniziative di promozione all'estero Massimo Rustico e il presidente del Gruppo PMI Internazionale Gerardo Biancofiore. Alla giornata hanno preso parte anche l'assessore alle Attività economiche del Comune di Bari Rocco De Franchi, l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone, il professore di Diritto Commerciale all'Università di Torino Paolo Fabris, il responsabile relazioni istituzionali e studi SIMEST S.P.A Carlo De Simone, il presidente SACE, ambasciatore Giovanni Castellaneta, il vice direttore generale Banca Popolare di Bari Gianluca Jacobini, e il presidente della commissione di studi "Internazionalizzazione delle Imprese" dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bari Enzo Tucci.

Il presidente Ance Puglia Nicola Delle Donne ha evidenziato che «il mercato delle costruzioni nazionale, e in esso quello pugliese, è ben lontano dalla ripresa; in questi ultimi anni troppe aziende pugliesi sono fallite o fuoriuscite dal settore con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Dobbiamo cogliere le opportunità di lavoro in diversi Paesi vicini, in primis quelli che si affacciano sul Mediterraneo; ma per avere chance di successo all'estero bisogna superare l'individualismo che caratterizza le nostre imprese e adottare forme di aggregazione imprenditoriale, dalle reti d'impresa ai consorzi, che consentono di rafforzare la competitività mettendo a fattore comune i numeri e le specificità di ogni azienda. Considerando le difficoltà crescenti nell'ottenere dalle banche adeguate garanzie per partecipare all'estero a gare pubbliche, chiediamo alla Regione di sostenere l'internazionalizzazione con misure volte ad aumentare le capacità fideiussorie di imprese e reti di imprese; si potrebbe pensare all'istituzione di plafond di risorse che, grazie all'effetto moltiplicatore tipico del meccanismo dei confidi, contribuiscano al rafforzamento finanziario di quelle PMI di costruzioni disponibili a investire capitali propri nel processo di internazionalizzazione».

«Della perdurante crisi economica a livello nazionale - ha confermato nelle sue conclusioni Gerardo Biancofiore, presidente del Gruppo PMI Internazionale ANCE - dobbiamo saper cogliere le opportunità; l'accelerazione nel processo di internazionalizzazione delle PMI di costruzioni va in questa direzione e rappresenta un fattore decisivo per la crescita del settore. L'Ance sta supportando con numerose azioni di affiancamento le PMI associate, sempre più interessate a questo processo. D'altronde molte PMI del settore hanno inteso da tempo che è ora di puntare sull'estero e, raccogliendo la sfida, stanno conseguendo risultati economici lusinghieri nonostante il crollo della domanda interna. Le ottime sinergie con Farnesina e tutte le Ambasciate del mondo oltre che con Sace, Simest, Ice e con il sistema bancario consentono di dialogare con ogni struttura del sistema Italia, con i governi stranieri e di sviluppare azioni efficaci con missioni mirate affiancando le Pmi associate nell'approccio a Paesi strategici. Particolarmente interessanti sono i territori destinatari dei maggiori finanziamenti UE e con minore burocrazia, pressione fiscale e rischio paese, quali Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania. Da presidiare anche la macro-regione adriatico-jonica e alcune nazioni del basso Mediterraneo».

L'incontro ha rappresentato un'occasione di approfondimento sull'importanza del processo di crescita delle PMI del settore delle costruzioni all'estero. Sono stati analizzati e approfonditi, nel corso dei lavori, gli strumenti e le garanzie che le istituzioni pubbliche, sia regionali che nazionali, possono fornire a sostegno dei processi di internazionalizzazione, tenendo conto, al contempo, della struttura e della capacità finanziaria delle imprese del comparto.

Le imprese italiane di costruzioni sono presenti in circa 90 Paesi con quasi mille commesse per un controvalore di 61 miliardi di euro e contratti di concessione che superano i 65 miliardi.

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