Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Fermo biologico in Adriatico, stop alle attività di pesca fino al 17 settembre

Escluse dal divieto solo le barche della piccola pesca. Nel nord Adriatico lo stop sarà valido fino a fine agosto, mentre nel tratto di costa da Pesaro a Bari resterà in vigore fino a metà settembre

Nessun problema per cozze e vongole, che potranno continuare ad essere pescate tranquillamente, mentre crostacei e molluschi arriveranno dal Tirreno, dalla Sicilia e dallo Ionio. Le specie ''salva-grigliate'' come alici, sarde, spigole e orate potranno invece provenire - anche se in quantità più ridotte - dagli allevamenti nazionali. Insomma, seppure con qualche sacrificio, anche i baresi - notoriamente mangioni di pesce - riusciranno a sopravvivere al fermo della pesca nelle acque dell'Adriatico, che resterà in vigore da oggi fino al prossimo 17 settembre.

Ma con lo stop alle attività di pesca (che comunque non interesserà le piccole imbarcazioni, quelle di stazza inferiore alle 10 tonnellate) aumenta anche il rischio di truffe alimentari per i consumatori. A lanciare l'allarme è la Coldiretti, che invita all'accortezza per evitare di ritrovarsi nel piatto, oltre che pesce fresco pescato in altre zone d'Italia, anche prodotti congelati importati dall'estero.

Il provvedimento del 'fermo biologico' - precisa ancora la Coldiretti in una nota - ha l'obiettivo di garantire il ripopolamento dei pesci nel mare e salvare cosi le marinerie dal collasso, dopo un 2011 che ha visto il pescato subire un calo del 38 per cento rispetto al 2010, con un trend comunque in costante calo ormai da anni. ''Questo e' un segnale che forse questa misura cosi' come strutturata non funziona, non va - sottolinea Tonino Giardini, responsabile di Coldiretti Impresapesca -, tanto che da varie parti se ne chiede il mantenimento ma con modifiche radicali''.

 

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