Scatta fermo pesca in Adriatico, stop fino al 27 agosto: "Occhio a prodotti stranieri o congelati"

In Puglia pescherecci fermi da Bari e Manfredonia: Impresapesca Coldiretti mette in guardia i consumatori, chiedendo che l'obbligo dell'indicazione di origine sia estesa anche ai menu dei ristoranti

Scatterà domani, 29 luglio, e resterà in vigore fino al prossimo 27 agosto il fermo biologico per la pesca sul versante in Adriatico. E con lo stop alle attività e la minore quantità di pesce fresco disponibile per la vendita, Coldiretti mette in guardia i consumatori sulla qualità e la provenienza dei prodotti acquistati.

Stop da Manfredonia a Bari

In particolare, le attività si fermeranno da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari, mentre nel tratto da San Benedetto e Termoli lo stop varrà dal 15 agosto (fino al 13 settembre). Per quanto riguarda il Tirreno il fermo scatterà fino a Roma dal 9 settembre all'8 ottobre e da Civitavecchia a Imperia dal 16 settembre al 15 ottobre. Per Sicilia e Sardegna sarà, invece, fissato per un mese tra agosto e ottobre su indicazione delle Regioni".

"Occhio a prodotti stranieri e congelati"

"In un Paese come l'Italia che importa dall'estero 8 pesci su 10, nei territori interessati dal fermo biologico aumenta peraltro anche il rischio - sottolinea Impresapesca Coldiretti - di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non e' in atto il fermo pesca, dagli allevamenti nazionali o dalla seppur limitata produzione locale dovuta alle barche delle piccola pesca che possono ugualmente operare". "Per non cadere in inganni pericolosi per la salute occorre garantire la trasparenza dell'informazione ai consumatori dal mare alla tavola estendendo l'obbligo dell'indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria 'carta del pesce'", ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini sottolineando che "passi in avanti sono stati fatti sull'etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall'indicazione della data in cui il prodotto e' stato pescato".

Il consiglio: verificare le etichette

Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca e' dunque di verificare sul bancone l'etichetta, che per legge deve prevedere l'area di pesca (Gsa). Le provenienze sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Ma si puo' anche rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresapesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica. 

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Coldiretti contro il fermo: "Misura inadatta"

"Nonostante la riduzione del periodo fisso di blocco delle attività, l'apertura alla tutela differenziata di alcune specie e la possibilità per le imprese di scegliere i restanti giorni di stop, come richiesto da Coldiretti Impresapesca, il giudizio sull'assetto del fermo pesca 2019 non può essere positivo poiché la misura continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 33 anni di fermo pesca è progressivamente peggiorato, come anche parallelamente lo stato economico delle imprese e dei redditi. Questo ha determinato nel periodo un crollo della produzione - spiega Coldiretti Impresapesca - la perdita di oltre 1/3 delle imprese e di 18.000 posti di lavoro. L'auspicio - conclude Coldiretti - è che dal 2020 si possa partire dalle novità positive per mettere in campo un nuovo sistema che tenga realmente conto delle esigenze di riproduzione delle specie e delle esigenze economiche delle marinerie".
 

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