Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Fiera del Levante, Viesti: "Tanto da migliorare, ma il rinnovamento è cominciato"

A tre giorni dall'apertura della 76ma edizione il presidente dell'Ente fa un primo bilancio: in ripresa l'affluenza di visitatori, anche se il percorso verso la trasformazione è appena all'inizio. Vendola: "La Fiera si sta congendando dal suo passato"

Più visitatori rispetto all'anno scorso e un processo di rinnovamento che, sebbene ancora all'inizio, è comunque già stato avviato. A tre giorni dall'inizio della 76esima edizione, il presidente della Fiera del Levante Gianfranco Viesti traccia un primissimo bilancio. Troppo presto per dare numeri e trarre conclusioni, la strada verso la trasformazione della campionaria in una 'Fiera del futuro'  è tutta da percorrere, ma per Viesti la strada intrapresa è quella giusta.

"IL RINNOVAMENTO E' COMINCIATO - "Siamo all'inizio di un percorso - ha sottolineato il numero uno dell'Ente - e chiunque viene in Fiera si rende conto di tutte le cose che ci sono da fare, dei miglioramenti da apportare e delle trasformazioni che bisogna realizzare in questo quartiere". I segnali positivi però ci sono, a cominciare dalla ripresa dell'affluenza, sulla quale ha inciso, probabilmente, anche la scelta di ridurre notevolmente il biglietto di ingresso, portandolo a tre euro contro i 7 dell'anno scorso. "Sono venuti in tanti, moltissimi in più dell'anno scorso. - ha rilevato Viesti - Spero che chiunque venga si renda conto che qualche passettino di questo cammino è stato già fatto. C'è insomma tantissimo da migliorare e qualche cosa già fatta: un quartiere che si sta trasformando piano piano". Già da quest'anno, insomma, la Fiera, secondo Viesti, "cerca di offrire un po' più di qualità, di rilassatezza e soprattutto un motivo per venire a visitarla. Tanti visitatori significano tanti espositori e qualche passo avanti per riassestare, anche finanziariamente, l'istituzione".

VENDOLA: "LA FIERA SI CONGEDA DAL SUO PASSATO" -  Sulla stessa lunghezza d'onda del presidente Viesti anche il governatore Nichi Vendola. "E' una fiera - ha detto Vendola - che si sta congedando dal passato delle campionarie che raccontavano anche della pugliesità e della baresità che qui coronavano molti dei propri sogni e ambizioni. E' - secondo il governatore - la Fiera di un Sud che rifiuta l'idea di un assistenzialismo come destino di marginalità. Oggi noi dobbiamo esistere in un mercato fieristico fatto di competitori anche molto forti, penso al rinnovamento che c'é stato alla Fiera di Rimini, o a quella di Verona, Milano, Roma. Recuperando un notevole ritardo abbiamo fatto i conti con il bisogno di rimettere in piedi i nuovi padiglioni, di cambiare anche l'infrastruttura fieristica e ci arriviamo con il pedale giusto che è quello dell'innovazione". "Presentiamo - ha aggiunto Vendola - la Puglia che fa la differenza nel Sud, quella che sa spendere, che batte, nel pieno della crisi internazionale europea e nazionale, tutte le regioni d'Italia per crescita dell'occupazione. E' la Puglia che rivendica il fatto di avere un sistema d'impresa che ha curiosità del mondo e che sa sfidare la propria pigrizia. Non c'é la possibilità di sfuggire al vento violento della crisi, però abbiamo un riparo".

 

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