Fnp Cisl: in Puglia il 64,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

EMERGENZA ECONOMICA, CRISI POLITICA, FISCO, PENSIONATI E GIOVANI SONO I TEMI CALDI AFFRONTATI A BARI NEL CORSO DELL’ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA FNP CISL PUGLIA BASILICATA

“In Puglia” al I° gennaio 2015 abbiamo un totale di pensioni pari a 1.115.809 dei quali n°487.522 uomini e 628.287 donne. Il 64,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750,00 €uro. Tale percentuale, che per le donne arriva al 78,2%, costituisce solo una parte indicativa della povertà, in quanto sono molti i soggetti titolari di più prestazioni pensionistiche o comunque di altri redditi. Si evidenzia, anche, che delle 11.595.308 di pensioni con importo inferiore a 750,00 €uro, 5.322.007(45,9%) beneficia di prestazioni legate a requisiti previdenziali bassi.La differenziazione per genere è accentuata; infatti per gli uomini la percentuale di prestazione inferiore a 750 €uro scende al 45,2%, e se poi analizziamo anche la categoria vecchiaia, osserviamo che questa percentuale scende al 24,5%. Sempre per gli uomini, si osserva che oltre un terzo delle pensioni di vecchiaia è di importo compreso fra i 1.500 e 3.000 €uro”

Alla luce di quanto sopra emerge che al sud e in Puglia abbondano le pensioni sociali, e c’è una forte presenza di lavoro nero in diversi ambiti, in particolare nel settore agricolo, dove il caporalato, soprattutto in alcune zone, la fa da padrone; in tal senso si giustificano bassi salari e forte evasione contributiva”

E’ solo uno scorcio dell’intervento di - Francesco Russo Sub Reggente FNP CISL Puglia Basilicata, nel corso dell’incontro odierno. I temi affrontati nella mattinata alla presenza del Segretario Generale FNP CISL Ermenegildo Bonfanti, Loreno Coli Reggente FNP CISL Puglia Basilicata, Vitantonio Taddeo Sub Reggente FNP CISL Puglia Basilicata Giulio Colecchia Segretario Generale Cisl Puglia Basilicata.

Il Paese sta vivendo una situazione sociale, politica ed economica sempre più fragile e difficile è stato più volte sottolineato, e i giovani, sono tra le principali preoccupazioni, dei Pensionati della Cisl, perché sono il futuro del Paese. “A loro però occorre restituire la speranza, della quale noi dobbiamo essere i protagonisti, - ha spiegato Taddeo - con loro dobbiamo saper approcciare per renderci visibili e apprezzabili, e saper camminare al loro fianco senza lasciarli soli e illuderli.”

Ma i temi sul tavolo sono tanti, e tra questi Università, Salute, Fisco, Pensioni e Mezzogiorno, per il quale, proprio la Segretaria Nazionale CISL Annamaria Furlan, lo scorso 16 ottobre, ha voluto aprire un nuovo dialogo, fatto di proposte concrete con Confindustria e tutte le regioni del Sud.

“L’Università – ha continuato Taddeo - offre quasi sempre solo precarietà, manca il collegamento tra ricerca, lavoro e istituzione. I giovani che si iscrivono e si formano ad università fuori regione, difficilmente riportano le loro competenze a casa propria. Il Governo ha cancellato dalla sua agenda il Mezzogiorno, e se l’atteggiamento del Governo Renzi non muterà, il Sindacato, tutto il Sindacato, abbandonerà la linea sin qui seguita e passerà all’azione, tornando all’antico, con la passione e la forza di persuasione che abbiamo e che ritengo sia giunto il momento di mettere in campo. Il governo Nazionale ha cancellato il Sud dall’agenda politica. La Cisl non lo accetta!

La politica deve assumere come impegni principali il lavoro e il welfare, non solo il patto di stabilità. Il Paese, soprattutto al Sud, ha bisogno di opere pubbliche infrastrutturali: è da lì che bisogna iniziare!   Desertificazione industriale, assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie, rischio povertà e crollo demografico: «Nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l’Unità d’Italia. Sottosviluppo permanente: un paese povero in un paese ricco, un paese immobile in un paese in trasformazione.

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