Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Fonderie Meridionali, presidio ai cancelli: "Vogliono chiudere l'azienda"

Incerto il futuro di 140 lavoratori: lo stabilimento è chiuso fino a gennaio per una bonifica decisa dal giudice dopo un esposto presentato dai proprietari cechi della Dt. La Cgil: "L'azienda, a nostro avviso, intende trasferire know-how e progetti all'estero"

Quaranta lavoratori già a casa per scadenza di contratto, altri 100, in ferie forzate, che rischiano il posto. Sono sempre più preoccupati gli operai della Fonderie Meridionali, azienda della Zona Industriale di Bari, in protesta per chiedere chiarimenti sul futuro della storica fabbrica specializzata nella produzione di scambi per binari ferroviari. Da ieri è attivo un presidio organizzato dai sindacati: "Temiamo che la proprietà - spiega Saverio Gramegna, segretario Fiom Cgil Bari -  voglia chiudere lo stabilimento portando know-how e progetti all'estero. Abbiamo scritto una lettera al Prefetto, a Decaro e Vendola per far luce sulla situazione. Non vogliamo si ripeta un altro caso simile a quello della Om carrelli".

La vicenda delle Fonderie Meridionali ha avuto sviluppi negli ultimi mesi: la Dt, azienda internazionale con base in Repubblica Ceca che rilevò l'impianto barese dalla Lucchini nel 2011, qualche mese fa, a seguito di un crollo del pavimento di un capannone, scoprì l'esistenza di rifiuti e scarti di materiale intombati. La Dt si rivolse a un giudice che ne ha ordinato la bonifica, cominciata lo scorso 15 ottobre e destinata a terminare a gennaio. Nel frattempo, però, nonostante le smentite dei proprietari, i lavoratori temono che sia il preludio a una chiusura definitiva: "A nostro avviso l'azienda sta utilizzando strumentalmente il provvedimento giudiziario. Da parte nostra cercheremo di tutelare con ogni mezzo le 140 famiglie coinvolte".

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